Punto settimanale: Ebola in DRC oltre 9.000 casi, morbillo USA a 4.410 e l’OMS passa alla dose singola di HPV

Punto settimanale: Ebola in DRC oltre 9.000 casi, morbillo USA a 4.410 e l'OMS passa alla dose singola di HPV
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Il punto sulle notizie della settimana tra il 12 e il 17 ottobre 2026. L’epidemia di Ebola da virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo ha superato i 9.000 casi, il morbillo negli Stati Uniti è arrivato a 4.410 contagi e l’OMS ha indicato la dose singola di vaccino HPV come strategia più efficiente contro il cancro del collo dell’utero.

In Italia la stagione delle arbovirosi non è chiusa: 770 casi di West Nile con 61 decessi e 357 casi di dengue, 70 dei quali autoctoni. In Europa resta aperto il focolaio di Salmonella legato ai pomodorini siciliani.

Ebola Bundibugyo in DRC: 9.277 casi e 4.478 decessi

Il rapporto settimanale di WHO AFRO con dati all’11 ottobre fissava l’epidemia a 9.066 casi confermati e 4.381 decessi, con una letalità grezza del 48,3%. Quattro giorni dopo il quadro è già più pesante: l’ECDC, con dati al 14 ottobre, riporta 9.277 casi confermati e 4.478 decessi, 924 pazienti ricoverati in isolamento e, nel solo 14 ottobre, 65 nuovi casi e 37 decessi.

Le zone sanitarie colpite sono 65 in sette province, con l’aggiunta di Dakwa nel Bas-Uélé. L’Ituri resta l’epicentro con il 73,8% dei casi cumulativi, ma il suo peso relativo cala mentre la trasmissione resta sostenuta nel Nord Kivu e nell’Haut-Uélé. L’incidenza nazionale oscilla senza una discesa stabile, tra cali e rimbalzi dovuti a focolai asincroni. Il quadro è quello di un’epidemia frammentata geograficamente, non di una curva in contrazione.

Sul fronte internazionale il Kenya ha confermato il 6 ottobre il primo caso importato: un cittadino keniota rientrato dalla DRC attraverso l’Uganda, arrivato a Nairobi il 3 ottobre e deceduto, con 28 contatti in quarantena. Nei Paesi Bassi è ricoverato nel reparto di isolamento ad alta contenibilità del Leiden University Medical Center l’operatore sanitario risultato positivo il 29 settembre.

Sul fronte della ricerca il 13 ottobre il CEPI ha annunciato l’avvio del trial adattativo di fase 2/3 Tumaini, che valuterà in parallelo Ervebo (il vaccino diretto al virus Zaire) e almeno due candidati specifici per il Bundibugyo. Lo studio Bravo, coordinato da Medici Senza Frontiere, ha vaccinato 857 operatori di prima linea in Nord Kivu e in Ituri.

Il punto chiave è questo: contro il Bundibugyo non esistono ancora vaccini né terapie autorizzate. È l’unica ragione per cui la letalità resta così alta.

Tip: leggere bene una letalità del 48%

La letalità grezza si calcola sui casi confermati in laboratorio, non su tutte le infezioni. Se una parte dei contagiati lievi non arriva mai a un test, il denominatore è più piccolo del reale e la percentuale sale. Il dato va quindi letto come indicatore di gravità del focolaio, non come probabilità individuale di morire. In assenza di vaccini e antivirali specifici, però, la mortalità reale resta alta anche correggendo il conteggio.

Morbillo negli Stati Uniti: 4.410 casi e 451 ricoveri

La pagina del CDC aggiornata al 15 ottobre porta a 4.410 i casi confermati nel 2026, con 330 nuovi contagi in sette giorni e un aumento dell’8,1%, più marcato del +5,0% della settimana precedente. Il totale è ormai circa il 93% sopra i 2.289 casi dell’intero 2025 e resta il peggiore degli ultimi trent’anni.

I ricoveri sono 451, il 10% dei casi, con il 15% tra i bambini sotto i cinque anni e il 14% tra gli adulti over 20. Il 96% dei contagi è associato a focolai, 42 quelli segnalati nell’anno. Un epidemiologo dei CDC è stato inviato in Pennsylvania per sostenere il focolaio della contea di Lancaster. A inizio mese lo Stato di New York ha dichiarato lo stato di emergenza per il morbillo, primo caso del genere negli Stati Uniti.

Nello stesso periodo un report su Emerging Infectious Diseases riapre il capitolo delle complicanze tardive: nei 20 bambini ricoverati per panencefalite sclerosante subacuta in un ospedale pediatrico di Quezon City tra il 2007 e il 2022, cinque ricoveri si sono concentrati nel solo 2022. È la coda lunga dell’epidemia filippina del 2018-2019, che non si è ancora esaurita.

La SSPE arriva in media circa cinque anni e mezzo dopo il morbillo, è quasi sempre fatale e non ha cura. È l’argomento più solido contro l’idea che il morbillo sia una malattia banale.

Arbovirosi in Italia: 357 casi di dengue e West Nile a 770 casi

Il bollettino dell’Istituto superiore di sanità aggiornato al 13 ottobre registra 357 casi confermati di dengue dal 1 gennaio, di cui 70 autoctoni riconducibili a cinque focolai di trasmissione locale più un caso non collegato epidemiologicamente agli altri. Tra i casi importati il 52% ha come luogo di esposizione le Maldive. Nessun decesso.

Sono 30 i casi di chikungunya, di cui uno autoctono e il 34% dei restanti associato alle Seychelles. Sono 4 quelli di Zika, tutti importati. Il dodicesimo bollettino West Nile porta a 770 casi confermati, erano 754, di cui 411 nella forma neuroinvasiva, 96 asintomatici identificati tra i donatori di sangue e 257 con febbre.

I decessi sono 61 e la letalità sulle forme neuroinvasive autoctone è del 14,8%, contro il 18,8% dello stesso periodo del 2025. La circolazione è dimostrata in 88 province di 20 regioni, praticamente tutto il Paese, con 18 casi di virus Usutu.

La stagione non è chiusa: la sorveglianza resta attiva e le temperature tengono in vita le zanzare più a lungo di un tempo. Vale la pena ricordare che il quadro delle arbovirosi italiane è cambiato in pochi anni, con focolai autoctoni che un tempo non esistevano.

H5N1 nei bovini da latte: primo focolaio nello Stato di Washington

Il dipartimento dell’agricoltura dello Stato di Washington ha confermato l’infezione da virus H5N1 ad alta patogenicità in due allevamenti di bovini da latte della contea di Yakima, il primo ritrovamento in bovini nello Stato. Le due aziende sono in quarantena e i veterinari stanno trattando gli animali malati.

Dal marzo 2024 l’infezione è stata documentata in allevamenti di 19 Stati e il 2026 conta finora 93 mandrie positive, contro le 171 dell’anno scorso e le 917 del 2024. Numeri in calo, ma la circolazione non si è mai fermata e continua a spostarsi sulla mappa.

Il rischio per la popolazione resta basso e legato all’esposizione occupazionale. Ogni nuovo Stato coinvolto è però un promemoria: il virus che si adatta ai mammiferi va tenuto sotto sorveglianza, non dato per archiviato. Chi lavora a contatto con gli animali trova il quadro completo nella guida sull’influenza aviaria H5N1.

HPV: per il SAGE dell’OMS una sola dose è la strategia più efficiente

Riunito dal 5 all’8 ottobre, il gruppo consultivo strategico di esperti sull’immunizzazione dell’OMS ha indicato la dose singola di vaccino contro il papillomavirus umano come strategia più efficiente per prevenire il cancro del collo dell’utero.

La raccomandazione riguarda soprattutto le ragazze tra i 9 e i 14 anni, con la possibilità per i Paesi di scendere fino ai 4 anni se questo aumenta la copertura. Prevede un recupero per le donne non vaccinate fino a 25 anni, poi fino a 30, quindi per i maschi tra 9 e 14 anni e fino a 20. Le persone immunodepresse, comprese quelle con HIV ben controllato, restano a due dosi e a tre se l’immunodepressione è grave.

La copertura globale è ferma al 33% contro l’obiettivo del 90%. Passare a una dose sola significa vaccinare quasi tre volte più ragazze con lo stesso numero di fiale. In un momento di budget sanitari compressi è l’unica leva che si muove davvero. I dettagli sul virus e sui vaccini sono nella guida su HPV e vaccino.

Europa: Salmonella dai pomodorini siciliani e stagione respiratoria in salita

Il report settimanale dell’ECDC, settimana 41, conferma che il focolaio multi-Paese di Salmonella Strathcona ST2559, con circa 670 casi confermati tra il 2023 e il 2025 nell’UE/EEA e fuori, ha come veicolo i pomodorini della Sicilia. A settembre 2026 il focolaio non è ancora sotto controllo e il rischio di nuove infezioni resta se le forniture stagionali di prodotto contaminato continuano.

Sul fronte respiratorio le consultazioni per infezioni acute sono in aumento nella maggior parte dei Paesi. La positività a SARS-CoV-2 è stabile da quattro settimane nell’assistenza primaria, l’influenza è ancora ai livelli basali e il virus respiratorio sinciziale resta basso.

Il morbillo in Europa segna 143 casi ad agosto in dieci Paesi, con zero decessi nei dodici mesi precedenti. Nessun allarme, ma il calendario dice che le prossime settimane sono quelle in cui i numeri cambiano: è il momento in cui la vaccinazione antinfluenzale serve, non quando i reparti sono già pieni.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra il virus Ebola Zaire e il Bundibugyo?

Sono due specie distinte del genere Ebolavirus. Il virus Zaire è quello delle grandi epidemie del 2014-2016 e del 2018-2020 in DRC e ha un vaccino autorizzato, Ervebo, più terapie monoclonali. Il Bundibugyo è comparso per la prima volta in Uganda nel 2007 e non ha ancora prodotti autorizzati: i candidati sono in sperimentazione e il trial Tumaini serve esattamente a colmare questo vuoto.

Perché il morbillo è tornato negli Stati Uniti?

Perché la copertura vaccinale è scesa sotto la soglia necessaria a interrompere la trasmissione in alcune comunità. Il morbillo è tra i virus più contagiosi conosciuti, con un numero di riproduzione di base tra 12 e 18: basta che la quota di immunizzati scenda di poco perché i focolai ripartano. Il 96% dei casi americani del 2026 è legato a focolai, non a casi sporadici importati.

Le zanzare sono ancora attive in Italia a ottobre?

Sì. Il bollettino ISS lo dimostra. Finché le temperature restano miti le femmine di Aedes e Culex continuano a pungere e a trasmettere. La sorveglianza italiana non si ferma a settembre e i casi di West Nile di ottobre arrivano proprio da questa coda stagionale.

Il latte crudo è un rischio per l’H5N1?

Il latte di animali infetti contiene virus e le autorità sanitarie raccomandano di consumarlo solo pastorizzato. La pastorizzazione inattiva il virus. Il rischio principale resta comunque l’esposizione occupazionale nelle stalle, non il consumo di prodotti trattati termicamente.

Una sola dose di vaccino HPV protegge davvero?

I dati raccolti in oltre dieci anni di programmi nazionali mostrano che una dose produce una risposta anticorpale duratura e una protezione elevata contro i genotipi oncogeni coperti dal vaccino. Per questo l’OMS la indica come strategia più efficiente: a parità di dosi disponibili si vaccinano più persone. La copertura è il fattore che riduce davvero i tumori.

Le fonti della settimana

Ebola: ECDC, WHO AFRO, CEPI. Morbillo: CDC, Contagion Live. Arbovirosi: ISS, EpiCentro. H5N1: CIDRAP, USDA APHIS. HPV: WHO SAGE. Europa: ECDC CDTR settimana 41.

Il punto della settimana precedente è qui, con i dati al 10 ottobre.

⚠️ Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Consulta sempre il tuo medico per diagnosi e terapie.

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