Arbovirosi in Italia 2026: Dengue, Chikungunya e Zika, cosa dicono i dati della sorveglianza ISS

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Con l’arrivo dell’estate e l’aumento dei viaggi internazionali, la sorveglianza delle arbovirosi in Italia diventa un tema centrale per la salute pubblica. I dati aggiornati al 9 giugno 2026 dal sistema di sorveglianza nazionale coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS) attraverso la piattaforma EpiCentro dipingono un quadro chiaro: 155 casi di Dengue, 13 di Chikungunya e 3 di Zika dall’inizio dell’anno, tutti associati a viaggi all’estero.

I numeri della sorveglianza nazionale

Il sistema di sorveglianza delle arbovirosi, coordinato dall’ISS in collaborazione con il Ministero della Salute e le Regioni, monitora costantemente l’arrivo di casi importati e la possibile insorgenza di focolai autoctoni. I dati aggiornati al 9 giugno 2026 confermano che, al momento, tutti i casi registrati sono associati a viaggi in aree endemiche, senza evidenza di trasmissione autoctona sul territorio nazionale.

Come già anticipato nel nostro punto settimanale sulle malattie infettive, la sorveglianza resta alta, soprattutto in vista dell’estate quando le condizioni climatiche favoriscono la proliferazione della zanzara Aedes albopictus (zanzara tigre), vettore principale di queste infezioni nel nostro paese.

Dengue: la più presente tra le arbovirosi importate

Con 155 casi registrati nei primi mesi del 2026, la Dengue si conferma l’arbovirosi più frequentemente importata in Italia. I casi provengono prevalentemente da viaggiatori di ritorno da paesi del Sud-est asiatico, dell’America Latina e di alcune aree dell’Africa subsahariana, dove la circolazione del virus è intensa.

La Dengue si presenta con febbre alta, cefalea intensa, dolori muscolari e articolari (da cui il nome “febbre spacca-ossa”) e rash cutaneo. Nella maggior parte dei casi la malattia è autolimitante, ma le forme gravi (Dengue emorragica) richiedono ospedalizzazione e possono essere fatali se non trattate tempestivamente.

Chikungunya: 13 casi da inizio anno

I casi di Chikungunya registrati in Italia nel 2026 sono 13, tutti importati. Questa arbovirosi, caratterizzata da febbre alta e forti dolori articolari che possono persistere per mesi, è endemica in molte aree dell’Africa, dell’Asia e, più recentemente, dei Caraibi e dell’America centrale.

L’Italia ha già vissuto esperienze significative con focolai autoctoni di Chikungunya in passato (Lazio ed Emilia-Romagna), e la presenza diffusa della zanzara tigre sul territorio rende sempre possibile il rischio di trasmissione locale a partire da casi importati.

Zika: 3 casi e attenzione alla gravidanza

Con 3 casi registrati dall’inizio dell’anno, il virus Zika resta sotto stretta sorveglianza, principalmente per il rischio di complicanze in gravidanza (microcefalia e altre malformazioni congenite). Tutti i casi sono associati a viaggi in aree endemiche, prevalentemente in Brasile e altri paesi dell’America Latina dove la circolazione del virus è ancora attiva.

Rischio autoctono e prevenzione

L’assenza di casi autoctoni al 9 giugno 2026 è un dato rassicurante, ma non deve indurre a sottovalutare il rischio. Con l’arrivo dell’estate e l’aumento delle temperature, la popolazione di Aedes albopictus cresce rapidamente, aumentando la capacità vettoriale. È sufficiente un viaggiatore infetto che viene punto da una zanzara tigre perché si inneschi un focolaio locale.

Per questo, il Piano Nazionale di sorveglianza e risposta alle Arbovirosi prevede il potenziamento della sorveglianza entomologica e il rafforzamento delle misure di disinfestazione sul territorio. La prevenzione individuale resta fondamentale: repellenti per insetti, zanzariere e vestiti protettivi sono le armi più efficaci, specialmente nelle ore serali quando la zanzara tigre è più attiva.

Mondiali 2026: 5 rischi infettivi sotto la lente degli esperti

In vista dei Mondiali 2026, gli epidemiologi italiani hanno identificato 5 rischi infettivi prioritari, tra cui le arbovirosi occupano un posto di primo piano. Milioni di tifosi si sposteranno tra continenti, creando condizioni ideali per la diffusione di patogeni. Tra le contromisure identificate, la sorveglianza rafforzata negli aeroporti e la diagnostica rapida per Dengue e Chikungunya rappresentano gli strumenti chiave per intercettare tempestivamente eventuali casi importati.

Per un approfondimento sulle altre arbovirosi monitorate in Italia, puoi leggere il nostro articolo sul West Nile Virus, come si contrae e qual è il rischio.

Tutti i dati aggiornati sono disponibili sul portale EpiCentro dell’Istituto Superiore di Sanità, che pubblica bollettini periodici sulla situazione epidemiologica delle arbovirosi in Italia.

⚠️ Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Consulta sempre il tuo medico per diagnosi e terapie.

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