WHO adotta il Piano d’Azione Globale sull’Antimicrobico-Resistenza 2026-2036: cosa cambia nei prossimi 10 anni

Durante la 79a Assemblea Mondiale della Sanità di Ginevra, gli Stati membri dell’OMS hanno adottato il nuovo Global Action Plan on Antimicrobial Resistance (GAP-AMR) 2026-2036, aggiornando il piano originale del 2015. L’adozione, avvenuta il 23 maggio 2026, segna un rinnovato impegno globale per preservare l’efficacia degli antimicrobici e salvaguardare i progressi in salute umana, animale, vegetale e ambientale, nell’ottica dell’approccio One Health.
Il piano aggiornato, sviluppato attraverso un processo consultivo guidato dalle organizzazioni Quadripartite (FAO, UNEP, WHO e WOAH), rappresenta una risposta all’aggravarsi della crisi della resistenza antimicrobica, una delle più significative sfide globali per la salute e lo sviluppo.
La situazione attuale dell’AMR: numeri da allarme globale
La resistenza antimicrobica non è più una minaccia futura: è una realtà che si misura in numeri concreti. Oggi un’infezione batterica su 6 è resistente agli antibiotici standard, con un aumento medio annuo che si attesta tra il 5% e il 15% a seconda della classe di antibiotici e del patogeno. Questo significa che decine di migliaia di pazienti in tutto il mondo ricevono cure che non funzionano, con un impatto diretto su mortalità, durata delle ospedalizzazioni e costi sanitari.
L’uso eccessivo e improprio di antibiotici in ambito umano, veterinario e agricolo ha accelerato la selezione di batteri resistenti, rendendo sempre più frequenti infezioni che fino a pochi anni fa si trattavano con facilità. I carbapenemi, considerati per decenni l’ultima linea di difesa, mostrano tassi di resistenza in crescita in tutte le regioni del mondo. Un esempio concreto arriva dall’approvazione recente del primo carbapenem orale, l’Utebzi, a testimonianza della corsa contro il tempo tra innovazione farmacologica e resistenza batterica.
Gli obiettivi del GAP-AMR 2026-2036
Il nuovo piano decennale si inserisce nel solco del GAP-AMR 2015, ma ne rafforza ambizioni e strumenti, riflettendo le lezioni apprese e gli impegni assunti durante la Riunione di Alto Livello dell’Assemblea Generale dell’ONU del 2024. Gli obiettivi chiave includono:
- Ridurre l’incidenza delle infezioni resistenti attraverso interventi di prevenzione, controllo delle infezioni, vaccinazione e misure igienico-sanitarie (WASH)
- Ottimizzare l’uso degli antimicrobici in salute umana, animale, vegetale e ambientale, promuovendo programmi di stewardship a tutti i livelli
- Rafforzare la sorveglianza della resistenza e del consumo di antimicrobici a livello nazionale e regionale
- Accelerare l’innovazione nello sviluppo di nuovi antibiotici, diagnostiche rapide, vaccini e alternative terapeutiche
- Garantire accesso equo agli antimicrobici essenziali e alle cure anche nei paesi a basso e medio reddito
- Ridurre l’uso di antimicrobici in agricoltura e promuovere sistemi agrifood sostenibili
Il piano, costruito su un approccio One Health che integra salute umana, animale, vegetale e ambiente, è stato accolto con ampio sostegno dagli Stati membri. I delegati hanno sottolineato l’importanza di interventi di prevenzione, di un uso responsabile e sostenibile degli antimicrobici e di sistemi di finanziamento sostenibili per i piani d’azione nazionali.
One Health e AMR: l’interconnessione tra salute umana, animale e ambiente
Un aspetto centrale del nuovo GAP-AMR è il riconoscimento che la resistenza antimicrobica non può essere affrontata in modo isolato. L’uso di antibiotici negli allevamenti intensivi contribuisce alla selezione di batteri resistenti che, attraverso la catena alimentare, l’acqua e il suolo, raggiungono l’uomo. Allo stesso modo, le infezioni ospedaliere rappresentano uno dei contesti in cui la resistenza si manifesta in modo più drammatico, con patogeni come l’Acinetobacter baumannii e lo Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA) che sfidano quotidianamente le terapie disponibili.
Il piano chiede ai paesi di sviluppare e implementare piani d’azione nazionali multisettoriali, con obiettivi misurabili, meccanismi di monitoraggio e rendicontazione e fonti di finanziamento dedicate.
Il contesto: il WHO blueprint sulla resistenza antifungina
L’adozione del GAP-AMR 2026-2036 arriva in un momento di rinnovata attenzione al tema della resistenza anche in campo fungino. Poche settimane prima, l’OMS aveva lanciato il primo blueprint globale contro la resistenza antifungina, che stima 300 milioni di persone a rischio di infezioni fungine gravi a causa della crescente resistenza ai pochi antifungini disponibili. Questo blueprint si inserisce perfettamente nella cornice del GAP-AMR, allargando lo spettro della resistenza antimicrobica oltre i batteri per includere anche i funghi patogeni.
Il nuovo GAP-AMR si propone di fungere da quadro di riferimento globale per l’azione coordinata contro l’AMR fino al 2036. L’attuazione del piano si baserà sulla collaborazione tra governi, organizzazioni internazionali, società civile, mondo accademico e settore privato, con le organizzazioni Quadripartite pronte a supportare gli Stati membri nell’operatività del piano a livello nazionale, regionale e globale.
⚠️ Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Consulta sempre il tuo medico per diagnosi e terapie.
