Infezioni ospedaliere: cosa sono, cause, prevenzione e le linee guida OMS 2025-2026

Le infezioni ospedaliere — più correttamente chiamate infezioni correlate all’assistenza (ICA) — sono quelle contratte durante un ricovero o un percorso di cure in una struttura sanitaria. Non sono un evento raro: si stima che circa il 7% dei pazienti ricoverati in Europa contragga un’ICA e che a livello globale causino 3,5 milioni di decessi all’anno.
Non sono solo un problema per i pazienti: rappresentano una delle sfide più grandi per i sistemi sanitari moderni, sia per il costo umano che per l’impatto economico. La buona notizia è che fino al 70% delle ICA è prevenibile con misure semplici ed efficaci.
Cosa sono le infezioni correlate all’assistenza
Le ICA sono infezioni che insorgono durante o dopo un ricovero ospedaliero o un’altra forma di assistenza sanitaria (RSA, ambulatori, assistenza domiciliare) e che non erano presenti o in incubazione al momento dell’ammissione.
Possono essere causate da batteri, virus, funghi e colpiscono soprattutto pazienti con sistema immunitario indebolito o sottoposti a procedure invasive. Le più frequenti sono:
- Infezioni del tratto urinario (legate all’uso di cateteri vescicali)
- Infezioni del sito chirurgico (dopo un intervento)
- Polmoniti nosocomiali (spesso associate alla ventilazione meccanica)
- Infezioni del flusso sanguigno (da cateteri venosi centrali)
Cause: perché si verificano
Le ICA sono il risultato di una combinazione di fattori:
Pazienti fragili e procedure invasive
Gli ospedali curano persone già malate, spesso immunocompromesse, sottoposte a interventi chirurgici, cateterismi, ventilazione assistita e altre procedure che superano le barriere naturali del corpo. Questo crea porte d’ingresso per i microrganismi.
Patogeni resistenti
L’ambiente ospedaliero è un serbatoio di microrganismi multiresistenti agli antibiotici: Pseudomonas aeruginosa, Acinetobacter baumannii, Klebsiella pneumoniae, Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA), Clostridioides difficile. Questi patogeni prosperano dove l’uso di antibiotici è massiccio e possono contaminare superfici, dispositivi medici e le mani del personale.
Trasmissione attraverso le mani
La principale via di trasmissione delle ICA sono le mani degli operatori sanitari. È qui che l’igiene delle mani gioca un ruolo cruciale: uno dei provvedimenti più efficaci e meno costosi a disposizione.
Prevenzione: cosa funziona davvero
La prevenzione delle ICA si basa su un insieme di strategie coordinate, raccolte nei programmi di Infection Prevention and Control (IPC).
Igiene delle mani
L’OMS ha definito i Cinque Momenti per l’Igiene delle Mani che ogni operatore deve rispettare: prima del contatto con il paziente, prima di una procedura asettica, dopo esposizione a fluidi corporei, dopo il contatto con il paziente, dopo il contatto con l’ambiente circostante. L’installazione di dispenser di soluzioni alcoliche nei punti di cura aumenta l’adesione in modo significativo.
Investire nell’igiene delle mani ha un ritorno economico stimato fino a 24,6 dollari per ogni dollaro speso (dati OMS).
Antimicrobial Stewardship
L’uso prudente degli antibiotici è fondamentale per prevenire la selezione di ceppi resistenti. Significa: prescrivere antibiotici solo quando necessario, scegliere lo spettro più mirato possibile, della durata giusta.
Gestione dei dispositivi invasivi
Ridurre al minimo l’uso di cateteri e tubi, rimuoverli appena possibile, seguire procedure asettiche rigorose per l’inserimento. I “care bundles” per cateteri venosi centrali riducono le infezioni del flusso sanguigno fino all’80%.
Igiene ambientale
Pulizia e disinfezione regolare delle superfici, manutenzione degli impianti di ventilazione e dei sistemi idrici (la Legionella è un problema noto negli ospedali), disponibilità di stanze singole per l’isolamento.
Formazione e cultura della sicurezza
Ogni operatore sanitario deve essere formato e aggiornato. La segnalazione degli eventi, anche i “near miss”, è parte di una cultura che non punisce ma migliora.
Le novità delle linee guida OMS 2025-2026
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo la prevenzione delle ICA al centro della sua agenda globale. Ecco le tappe più recenti:
- Maggio 2024: approvato il piano d’azione globale IPC 2024-2030, con obiettivi ambiziosi (100% delle strutture con servizi igienici di base, >80% dei paesi con obiettivi nazionali di riduzione ICA, >90% con sorveglianza nazionale)
- Marzo 2025: pubblicate le nuove raccomandazioni globali OMS basate su due pilastri: IPC (prevenzione e controllo infezioni) e WASH (acqua, sanità, igiene)
- Maggio 2026: nuove linee guida specifiche per la prevenzione delle infezioni del flusso sanguigno da cateteri venosi centrali
La Giornata Mondiale per l’Igiene delle Mani si celebra ogni 5 maggio.
Cosa puoi fare come paziente
Anche i pazienti e i familiari possono contribuire a ridurre il rischio di infezioni:
- Chiedi a medici e infermieri se si sono igienizzati le mani prima di visitarti
- Segnala eventuali arrossamenti, gonfiori o secrezioni intorno a ferite o cateteri
- Non portare fiori o piante nelle stanze di degenza (possono essere veicolo di funghi e batteri)
- Igiene personale: lavati le mani tu stesso, specialmente dopo aver usato il bagno
- Chiedi informazioni sulla durata prevista di cateteri e flebo: più si riduce il tempo, meglio è
FAQ sulle infezioni ospedaliere
Le infezioni ospedaliere sono colpa dell’ospedale?
Non sempre. Molti fattori contribuiscono, tra cui la fragilità del paziente e la presenza di batteri resistenti. Ma una buona parte è prevenibile con l’adozione rigorosa dei protocolli di igiene.
Qual è il tasso di mortalità delle ICA?
Le ICA contribuiscono a circa 3,5 milioni di decessi l’anno a livello globale. In Europa sono associate a circa 90.000 morti all’anno.
Quanto costa un’infezione ospedaliera?
Il costo è enorme: degenze più lunghe, terapie aggiuntive, procedure chirurgiche extra. Si stima che ogni ICA aumenti la degenza di 5-15 giorni e i costi di migliaia di euro per paziente.
Esistono batteri particolarmente pericolosi in ospedale?
Sì. L’OMS ha stilato una lista di patogeni prioritari per la ricerca di nuovi antibiotici, guidata da Acinetobacter baumannii, Pseudomonas aeruginosa e Enterobacteriaceae resistenti ai carbapenemi, tutti comuni nelle infezioni nosocomiali.
L’igiene delle mani da sola basta a prevenire le ICA?
Da sola no, ma è la misura singola più efficace. Serve un approccio integrato: igiene mani + stewardship antibiotici + bundles procedurali + igiene ambientale + formazione.
⚠️ Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Se sei ricoverato e noti segni di infezione (febbre, arrossamento, gonfiore), segnalalo immediatamente al personale sanitario.
