West Nile virus in Europa: come un’arbovirosi tropicale si sta stabilendo nel continente

West Nile virus in Europa: come un'arbovirosi tropicale si sta stabilendo nel continente
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Il West Nile virus (WNV) è un Flavivirus trasmesso principalmente da zanzare del genere Culex, che ha compiuto negli ultimi due decenni una progressiva e silenziosa colonizzazione del continente europeo. Quello che un tempo era considerato un patogeno esotico, confinato in Africa e in Medio Oriente, è oggi una presenza stabile nell’Europa meridionale e sud-orientale, con un impatto sanitario che cresce di stagione in stagione.

Cos’è il West Nile virus: virologia e ciclo enzootico

Il West Nile virus appartiene alla famiglia dei Flaviviridae, lo stesso gruppo di dengue, Zika e febbre gialla. Come tutti i flavivirus, è un virus a RNA a singolo filamento positivo, con un genoma di circa 11 kilobasi che codifica per tre proteine strutturali (capside, premembrana/membrana, envelope) e sette non strutturali (NS1, NS2A, NS2B, NS3, NS4A, NS4B, NS5).

Il ciclo di trasmissione del WNV è di tipo enzootico: il virus si mantiene in natura grazie a un ciclo continuo tra uccelli (serbatoio naturale) e zanzare del genere Culex, in particolare Culex pipiens in Europa. Gli uccelli infettati sviluppano una viremia sufficientemente alta da infettare le zanzare che si nutrono del loro sangue. L’uomo, i cavalli e altri mammiferi sono invece ospiti accidentaliterminali: la viremia che sviluppano è troppo bassa per alimentare ulteriori cicli di trasmissione.

Per un’introduzione più generale sul virus, puoi leggere il nostro articolo West Nile Virus: cos’è, come contagia e qual è il rischio.

Trasmissione: come si contrae il West Nile

La trasmissione all’uomo avviene esclusivamente attraverso la puntura di zanzare infette. Non esiste trasmissione diretta da persona a persona, se non in rarissimi casi documentati di trasmissione verticale (da madre a feto), trasfusionale e attraverso trapianto di organi.

In Europa, il vettore principale è Culex pipiens, una zanzara che vive sia in ambienti urbani che rurali e che si riproduce in raccolte d’acqua stagnante anche di piccole dimensioni. A differenza della zanzara tigre (Aedes albopictus), il Culex pipiens è attivo prevalentemente al crepuscolo e nelle ore notturne, un dettaglio importante per la prevenzione.

Il fenomeno dello spillover (traboccamento) dal ciclo enzootico a quello umano si verifica quando la densità di zanzare infette e la circolazione virale tra gli uccelli raggiungono livelli sufficientemente alti. Le condizioni meteorologiche giocano un ruolo determinante: estati calde e prolungate, con temperature che favoriscono la moltiplicazione del virus all’interno della zanzara e accelerano il ciclo di replicazione.

Presentazione clinica: dall’asintomatico alla neuroinvasione

La maggior parte delle infezioni da West Nile virus è asintomatica. Si stima che circa l’80% delle persone infette non sviluppi alcun sintomo. In un 20% dei casi si manifesta la cosiddetta febbre West Nile, una sindrome simil-influenzale caratterizzata da:

  • Febbre elevata a esordio improvviso
  • Cefalea
  • Dolori muscolari e articolari
  • Affaticamento
  • Occasionalmente rash cutaneo maculopapulare
  • Linfoadenopatia

In meno dell’1% degli infetti, il virus può attraversare la barriera emato-encefalica e causare una malattia neuroinvasiva, che si manifesta come:

  • Meningite: infiammazione delle meningi, con cefalea intensa, rigidità nucale, fotofobia
  • Encefalite: infiammazione del parenchima cerebrale, con alterazione dello stato mentale, confusione, convulsioni, coma
  • Mielite flaccida acuta: interessamento del midollo spinale, con paralisi flaccida simile alla poliomielite

I fattori di rischio per lo sviluppo della forma neuroinvasiva includono: età superiore ai 50 anni, immunodepressione, diabete mellito, ipertensione e malattie cardiovascolari. La mortalità nella forma neuroinvasiva si attesta tra il 5% e il 15%, più elevata negli anziani e nei pazienti immunocompromessi.

La diagnosi si basa su test sierologici (ricerca di IgM specifiche nel siero o nel liquor cefalorachidiano) e molecolari (RT-PCR), disponibili presso i laboratori di riferimento regionali e l’Istituto Superiore di Sanità.

Perché il West Nile si sta stabilendo in Europa

L’espansione geografica del West Nile virus in Europa non è un caso, ma il risultato di una combinazione di fattori che rendono il continente sempre più ricettivo al virus:

Cambiamento climatico

L’aumento delle temperature medie, la maggiore frequenza di ondate di calore e la prolungata durata della stagione estiva creano condizioni ideali per il ciclo di trasmissione. Le zanzare Culex sopravvivono più a lungo, la replicazione del virus all’interno del vettore è più rapida a temperature superiori ai 25°C, e la stagione di trasmissione si allunga progressivamente.

Uccelli migratori

Gli uccelli migratori rappresentano il veicolo principale di introduzione del virus in nuove aree geografiche. Ogni anno, durante le migrazioni primaverili e autunnali, il virus viene trasportato dall’Africa subsahariana all’Europa e tra diverse regioni europee.

Urbanizzazione e cambiamenti nell’uso del suolo

L’espansione urbana in aree agricole e naturali, la creazione di nuovi bacini idrici e i sistemi di irrigazione creano habitat favorevoli per le larve di Culex, aumentando il contatto tra uccelli, zanzare e popolazione umana.

La situazione in Europa nel 2026

La stagione di trasmissione 2026 conferma la progressiva espansione del virus. Il primo caso umano della stagione è stato registrato nella regione di Vardar, in Macedonia del Nord, con data di esordio segnalata nel rapporto ECDC del 3 giugno 2026.

Secondo l’ultimo bollettino disponibile dell’ECDC (Week 29/2026, dati al 15 luglio 2026), la situazione è la seguente:

  • 5 Paesi con casi autoctoni
  • 34 casi umani confermati
  • 28 aree colpite a livello di NUTS3

Il Paese più colpito è l’Italia, con 21 casi concentrati in Campania (Caserta) e Toscana (Firenze), dove i primi casi sono stati rilevati a partire dalla settimana 27 del 2026. Seguono la Grecia con 7 casi (dopo una stagione 2025 che aveva registrato 96 casi, di cui 76 neuroinvasivi e 9 decessi), la Macedonia del Nord con 2 casi, la Romania con 2 casi e la Spagna con 2 casi.

Il rapporto congiunto ECDC-EFSA 2026 sulla sorveglianza del West Nile virus in Europa osserva che, date le condizioni meteorologiche favorevoli alla trasmissione, sono attesi ulteriori casi umani e focolai in uccelli ed equidi nelle prossime settimane.

Per un quadro completo delle arbovirosi monitorate in Italia, consulta il nostro articolo Arbovirosi in Italia 2026: Dengue, Chikungunya e Zika.

Sorveglianza e sistemi di allerta

La sorveglianza del West Nile virus in Europa si basa su un sistema integrato gestito dall’ECDC e dall’EFSA, che coordina:

  • Sorveglianza umana: notifica obbligatoria di tutti i casi confermati, con distinzione tra forme febbrili e neuroinvasive
  • Sorveglianza entomologica: monitoraggio delle popolazioni di Culex e ricerca del virus nelle zanzare catturate
  • Sorveglianza veterinaria: monitoraggio dei casi negli uccelli selvatici (sentinella) e nei cavalli
  • Bollettini settimanali ECDC: pubblicati ogni venerdì durante la stagione di trasmissione (giugno-novembre)

In Italia, il Piano Nazionale Arbovirosi (PNA) 2026 integra la sorveglianza di WNV con quella di dengue, chikungunya e Zika, attraverso la rete dei laboratori regionali e dell’Istituto Superiore di Sanità.

Prevenzione e controllo

Non esistendo attualmente un vaccino autorizzato per l’uso umano contro il West Nile virus, la prevenzione si basa esclusivamente su misure di protezione individuale e controllo vettoriale:

  • Repellenti cutanei: a base di DEET, icaridina o IR3535, da applicare sulla pelle esposta, specialmente al crepuscolo e di notte
  • Zanzariere: alle finestre e intorno ai letti, soprattutto in aree a rischio
  • Abbigliamento protettivo: maniche lunghe e pantaloni chiari nelle ore di maggiore attività delle zanzare
  • Riduzione dei focolai larvali: eliminazione di ristagni d’acqua, trattamento larvicida nei tombini, manutenzione delle aree verdi
  • Disinfestazione adulticida: in caso di focolai attivi, gestita dalle autorità sanitarie locali

Per approfondire, visita la pagina dedicata alle malattie trasmesse dalle zanzare.

Candidati vaccinali

Alcuni candidati vaccinali per il West Nile virus sono in fase di sviluppo clinico, ma nessuno ha ancora ottenuto l’approvazione per l’uso umano. I principali candidati includono vaccini a DNA, vaccini a vettore virale (basati su adenovirus) e vaccini a subunità proteica. Per i cavalli, invece, esistono già vaccini autorizzati in diversi Paesi.

Le difficoltà nello sviluppo di un vaccino umano risiedono nella diversità genetica dei ceppi circolanti (WNV è suddiviso in almeno 8 lineage genetici) e nella necessità di bilanciare immunogenicità e sicurezza, dato che un vaccino per una malattia a bassa incidenza di forme gravi deve avere un profilo di sicurezza eccezionalmente elevato.

⚠️ Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Consulta sempre il tuo medico per diagnosi e terapie.

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