Punto settimanale: Ebola in DRC verso 7.900 casi con il vaccino che parte tra gli operatori sanitari, morbillo USA oltre 3.600 casi, dengue in stato di emergenza in Florida

Punto settimanale: Ebola in DRC verso 7.900 casi con il vaccino che parte tra gli operatori sanitari, morbillo USA oltre 3.600 casi, dengue in stato di emergenza in Florida
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La settimana tra il 21 e il 27 settembre 2026 lascia un quadro che cambia di ora in ora. L’epidemia di Ebola da virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo continua a salire e ora è entrata nella fase delle contromisure, con la vaccinazione degli operatori sanitari appena avviata. Negli Stati Uniti il morbillo supera i 3.600 casi e mette a nero su bianco un decesso confermato dal CDC. In Florida tre contee dichiarano l’emergenza per un focolaio di dengue definito insolitamente esteso, con il primo decesso dello Stato. In Italia il West Nile arriva a 700 casi e 54 decessi e l’influenza aviaria estiva tocca quota 110 focolai in Europa, con il primo H9 segnalato in Lombardia. Chiude il cerchio uno studio su Nature che collega la frammentazione degli ecosistemi e il clima al rischio di nuove epidemie.

Ebola in DRC: 7.890 casi e 3.799 decessi, il focolaio si estende a due nuove zone sanitarie e parte la vaccinazione degli operatori

L’aggiornamento ECDC del 25 settembre, con dati al 23 settembre, porta l’epidemia da virus Bundibugyo a 7.890 casi confermati e 3.799 decessi, con un aumento di 70 casi e 20 decessi rispetto al report precedente e 893 pazienti ricoverati in isolamento. Sono 1.966 le persone guarite e l’83,4% dei contatti identificati risulta sotto monitoraggio, mentre 63 delle 167 zone sanitarie del Paese sono colpite in sette province.

L’Ituri resta l’epicentro con 6.032 casi e 2.764 decessi, seguita dal Nord Kivu con 1.480 casi e 884 decessi, dall’Haut-Uélé con 322 casi e 130 decessi, dal Tshopo con 43 casi e 15 decessi, dal Bas-Uélé con otto casi e quattro decessi e da Sud Kivu e Sud Ubangi con numeri minori. Il 25 settembre l’OMS e Reuters segnalano che il focolaio si è esteso a due nuove zone sanitarie, mentre il 21 settembre è partita la sperimentazione del vaccino Ervebo tra gli operatori sanitari al centro dell’epidemia.

Sul piano internazionale il 23 settembre gli Stati Uniti annunciano 267 milioni di dollari aggiuntivi per il contrasto all’Ebola in Africa centrale, mentre l’OMS parla di carenza di personale sanitario e di un’epidemia ancora fuori controllo, con le sepolture sicure e il coinvolgimento delle comunità tra gli strumenti decisivi. Il 26 settembre NPR si chiede se il focolaio stia finalmente rientrando. Il tallone d’Achille resta uno solo, e non è il virus: sono i sistemi sanitari sotto organico. Per capire come funzionano le contromisure, vale la pena rileggere il quadro sui vaccini Bundibugyo in sperimentazione.

TIP. Il virus Bundibugyo è una delle specie del genere Ebolavirus e, a differenza dello Zaire, non aveva vaccini né anticorpi monoclonali approvati fino a questa epidemia. Questo spiega perché la risposta sia stata costruita in corsa, con i protocolli clinici adattati mentre il focolaio avanzava, e perché il conteggio dei casi sia cresciuto tanto in fretta: senza un presidio pronto, la sorveglianza dei contatti diventa il vero argine.

Morbillo: gli Stati Uniti oltre 3.600 casi con il primo decesso confermato dal CDC, la Pennsylvania a 890 casi, allarme in Liguria

L’aggiornamento CDC del 25 settembre porta i casi confermati di morbillo negli Stati Uniti a 3.659, con 171 nuovi casi in una settimana. Il 18% riguarda bambini sotto i cinque anni, il 43% la fascia tra 5 e 19 anni e il 38% gli adulti; il 9% è ricoverato e il 95% non è vaccinato o non ha uno stato vaccinale noto. Il CDC elenca ora un decesso per il 2026, mentre la Pennsylvania ne ha segnalati quattro e discute con la CSTE una definizione standardizzata di morte da morbillo. Dall’inizio del 2025 negli Stati Uniti si contano 5.948 casi contro i 285 del 2024.

La Pennsylvania resta l’epicentro con 890 casi, 129 nuovi in sette giorni e 342 nella sola contea di Lancaster, dove si registrano due dei decessi. Crescono anche Ohio, Kentucky e Wisconsin e un viaggiatore infetto ha generato esposizioni su un treno Amtrak in California e a Philadelphia. Il 23 e 25 settembre il direttore della clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, parla di epidemia potenzialmente più grave degli ultimi 30 anni e di un focolaio ligure senza precedenti, mentre il Bangladesh avvia una campagna di vaccinazione straordinaria contro un’epidemia mortale.

Dengue: la Florida dichiara lo stato di emergenza in tre contee, in Italia 312 casi con un focolaio nel Milanese

Il 24 e 26 settembre le contee di Hillsborough, Pinellas e Pasco, in Florida, emanano una dichiarazione di emergenza sanitaria locale di fronte a un focolaio di dengue trasmesso localmente definito insolitamente esteso, con il primo decesso dello Stato collegato alla malattia. Sempre in Florida si registra il primo caso autoctono di chikungunya e prosegue la diffusione di Aedes aegypti e Aedes albopictus in aree nuove degli Stati Uniti.

In Italia la sorveglianza segnala 312 casi di dengue con un focolaio anche nell’area milanese, a conferma di un anno con trasmissione autoctona in più regioni. Restano valide le raccomandazioni di sempre: svuotare i ristagni d’acqua, usare repellenti e zanzariere e segnalare al medico febbre alta associata a dolori articolari e muscolari dopo un soggiorno in area endemica.

West Nile: in Italia 700 casi e 54 decessi, negli Stati Uniti Los Angeles ai massimi da quasi un decennio

Il bollettino della sorveglianza delle arbovirosi dell’Istituto superiore di sanità porta il West Nile in Italia a 700 casi e 54 decessi, in ulteriore crescita rispetto ai 657 casi e 51 decessi della settimana precedente, con circolazione in gran parte del Paese e decessi segnalati anche in Toscana, a Grosseto. Negli Stati Uniti la contea di Los Angeles supera i 100 casi, il valore più alto da quasi un decennio, e si registrano decessi in California, a Long Beach e nella contea di Contra Costa, mentre il rischio resta alto anche in autunno.

La sorveglianza veterinaria ed entomologica conferma che il periodo di circolazione si allunga per effetto delle temperature, motivo per cui i bollettini proseguono fino a novembre. Il dato italiano, peraltro, racconta una partita che si gioca su un campo diverso da quello delle grandi epidemie: qui la sorveglianza è integrata tra medici, veterinari ed entomologi, ed è l’unico modo per intercettare un virus che non si trasmette da persona a persona.

Ecosistemi frammentati e clima: lo studio che collega le attività umane all’aumento delle epidemie

Il 23 settembre la rivista Nature pubblica un lavoro che misura l’impronta antropogenica sulle malattie infettive emergenti, mostrando come la frammentazione degli habitat, la perdita di biodiversità e i cambiamenti d’uso del suolo si associno a un rischio maggiore di focolai zoonotici e trasmessi da vettori. Lo studio, ripreso dai media scientifici internazionali, rafforza l’approccio One Health, che tiene insieme salute umana, animale e ambientale. Nella stessa settimana Gavi stima che le epidemie possano costare al mondo circa 17.500 operatori sanitari ogni anno e il World Economic Forum insiste sul ruolo della collaborazione internazionale nella risposta ai focolai.

Influenza aviaria: 110 focolai e 15 casi umani in Europa durante l’estate, primo H9 in Lombardia, l’UE stanzia 73,5 milioni all’Italia

Il 23 settembre il rapporto estivo dell’EFSA e dell’ECDC indica 110 focolai di influenza aviaria in Europa tra giugno e settembre con 15 casi umani, un bilancio record negli uccelli selvatici nonostante i rilevamenti ai minimi negli allevamenti. Il 22 settembre la Lombardia segnala il primo caso di virus H9 in Europa, un sottotipo a bassa patogenicità che finora non era stato osservato nel continente. Il 25 settembre l’UE autorizza oltre 73,5 milioni di euro di aiuti agli allevatori italiani colpiti da influenza aviaria e peste suina africana, mentre negli Stati Uniti un vaccino a mRNA auto-amplificante supera il primo test sull’uomo, senza però essere stato testato per prevenire l’infezione e la malattia. Il Ministero della Salute italiano aggiorna le misure di prevenzione, sorveglianza e controllo nelle zone a rischio. Chi vuole orientarsi tra sottotipi e sorveglianza può partire dalla scheda sull’influenza aviaria H5N1.

Altre notizie: E. coli nei mirtilli congelati, 240 milioni per il CEPI, lo studio sul focolaio di meningite nel Kent, la profilassi anti-Covid approvata in Europa, i ceppi influenzali per l’emisfero sud 2027

Il 21 settembre il CDC annuncia un’epidemia di E. coli collegata a mirtilli congelati e il 22 settembre pubblica le linee guida aggiornate sul controllo di Candida auris, il lievito multi-resistente che circola nelle strutture sanitarie. Il 20 settembre CEPI raccoglie 240 milioni di dollari da Etiopia, Norvegia e Regno Unito per il piano globale contro le minacce epidemiche e pandemiche.

Il 22 settembre uno studio dell’Università di Umeå e della BBC spiega perché il focolaio di meningite nel Kent è stato così severo, con il batterio che ha acquisito nuovo DNA per ricombinazione, lo stesso meccanismo descritto per il caso italiano. Il 24 e 25 settembre l’Europa autorizza una terapia antivirale orale per la profilassi post-esposizione al Covid, un’opzione nuova per i contatti a rischio. Il 25 settembre l’OMS seleziona i ceppi dei vaccini antinfluenzali per la stagione 2027 dell’emisfero sud, mentre il 20 settembre la scabbia risulta la prima diagnosi su 12.638 visite a Gaza, a conferma del legame tra conflitti, condizioni abitative e malattie infettive.

Domande frequenti

L’epidemia di Ebola in DRC è ancora fuori controllo?

Sì, secondo l’OMS e il PBS. Il numero di casi continua a crescere, il focolaio si è esteso a due nuove zone sanitarie e la carenza di personale sanitario resta il vincolo principale. La vaccinazione degli operatori con Ervebo, avviata il 21 settembre, è una contromisura importante ma arriva a epidemia già avanzata, e i suoi effetti si vedranno solo nelle prossime settimane.

Perché il morbillo torna a crescere negli Stati Uniti e in Europa?

Perché la copertura vaccinale è scesa sotto la soglia di sicurezza in diverse comunità. Il morbillo è tra le malattie infettive più contagiose che esistano: bastano coperture sotto il 95% con due dosi per far ripartire catene di trasmissione. Il dato del CDC è inequivocabile, il 95% dei casi riguarda persone non vaccinate o con stato vaccinale ignoto.

La dengue può trasmettersi in Italia in modo stabile?

Oggi no, ma i focolai autoctoni estivi sono ormai ricorrenti. La trasmissione avviene quando una zanzara Aedes locale punge una persona infetta rientrata da un’area endemica e poi punge altre persone. Con 312 casi notificati e un focolaio nell’area milanese, il messaggio resta lo stesso: eliminare i ristagni d’acqua e proteggersi dalle punture.

Cosa significa approccio One Health per le epidemie?

Significa che la salute umana non si capisce senza quella animale e ambientale. Lo studio su Nature del 23 settembre lo dimostra: frammentazione degli habitat, perdita di biodiversità e cambi d’uso del suolo aumentano il rischio di focolai zoonotici. Sorvegliare solo gli ospedali è una strategia incompleta.

⚠️ Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Consulta sempre il tuo medico per diagnosi e terapie.

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