Punto settimanale: Ebola in DRC verso 7.500 casi con il governo che annuncia il picco, terzo morto per malaria da aeroporto a Francoforte, West Nile a 657 casi e 51 decessi in Italia

La settimana dal 14 al 20 settembre 2026 consegna un quadro epidemiologico ancora dominato dall’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, con il governo che annuncia il picco mentre ONU e OMS invitano alla prudenza, un focolaio rarissimo di malaria da aeroporto in Germania che arriva al terzo decesso, il West Nile che in Italia supera i 650 casi e il morbillo negli Stati Uniti che resta sopra i 3.400 contagi. Ecco i fatti principali, con numeri e fonti.
Ebola in DRC: 7.475 casi e 3.605 decessi, il governo annuncia il picco ma ONU e OMS invitano alla prudenza
L’ECDC, nell’aggiornamento del 18 settembre, riporta che il 17 settembre la Repubblica Democratica del Congo ha segnalato 7.475 casi confermati e 3.605 decessi collegati, con dati aggiornati al 16 settembre: un aumento di 71 casi e 32 decessi rispetto al report precedente, con 905 pazienti ricoverati in isolamento.
Il virus è arrivato a 62 delle 167 zone sanitarie in sette province. L’Ituri resta l’epicentro, con 5.792 casi e 2.642 decessi in 28 zone su 36, il Nord Kivu segna 1.350 casi e 828 decessi e il Sud Ubangi un solo caso con un solo decesso. Sono 1.798 le persone guarite, mentre l’87,6% dei contatti identificati è sotto monitoraggio.
Il 14 settembre il CIDRAP riferisce che i funzionari congolesi parlano di un picco della trasmissione a quota 7.200 casi. Il giorno dopo l’ONU definisce la valutazione prematura, mentre il Guardian raccoglie la versione delle autorità secondo cui i tassi di infezione starebbero rallentando. Il 16 e 17 settembre l’OMS parla di segnali incoraggianti e di cauto ottimismo sulla possibilità di controllare il focolaio. Il CDC ricorda che si tratta del secondo più grande focolaio di Ebola mai registrato e il CEPI annuncia nuove attività di ricerca per rafforzare l’intelligence epidemiologica e la modellistica sul virus Bundibugyo. Fonti: ECDC, CIDRAP, The Guardian, STAT, MedPage Today, CDC, CEPI.
Malaria da aeroporto a Francoforte: terzo decesso in un focolaio rarissimo legato ai voli
Il 17 settembre le autorità sanitarie di Francoforte annunciano il terzo decesso per malaria collegato al focolaio nei pressi dell’aeroporto. La persona è morta in ospedale ed era uno dei due residenti contagiati nel quartiere Schwanheim, a ridosso dello scalo. I due nuovi casi erano stati segnalati martedì 15 settembre ed entrambi avevano contratto il Plasmodium falciparum senza viaggi in aree endemiche e senza lavorare in aeroporto, secondo la dichiarazione del comune riportata da Al Jazeera.
Sempre secondo la sanità pubblica cittadina l’infezione è stata trasmessa da una zanzara arrivata in Germania su un aereo o nel bagaglio, il fenomeno noto come airport malaria. A luglio sei lavoratori dello scalo avevano contratto la malaria tropica e due erano poi morti, portando il totale a tre decessi. Il gestore Fraport ha installato trappole per zanzare e inviato gli insetti a un laboratorio di Anversa, in Belgio, con esiti ancora non disponibili. Le autorità hanno chiesto ai medici della zona di considerare la malaria davanti a un paziente febbrile e hanno invitato residenti e lavoratori a rivolgersi al medico in caso di febbre, brividi, cefalea, confusione, convulsioni o difficoltà respiratorie. Fonti: Al Jazeera, Euronews, DW, Medical Xpress, UPI.
TIP. La malaria da aeroporto (airport malaria) è un fenomeno raro: una zanzara del genere Anopheles infetta arriva in un Paese non endemico su un aereo o dentro un bagaglio e trasmette il parassita a chi vive o lavora vicino allo scalo. La persona contagiata non ha mai viaggiato in un’area endemica, e proprio per questo la diagnosi è facile da mancare.
West Nile: in Italia 657 casi e 51 decessi, il virus circola in 82 province e sale sulle Alpi
Il bollettino della sorveglianza integrata delle arbovirosi dell’Istituto superiore di sanità, con dati al 15 settembre, porta i casi confermati di West Nile a 657, in aumento rispetto ai 594 del report precedente, di cui 345 nella forma neuroinvasiva. I decessi salgono a 51 dai 41 precedenti e la letalità calcolata sulle forme neuroinvasive autoctone è del 14,7%, in leggero calo rispetto al 15,8% dello stesso periodo del 2025.
Il virus circola in 82 province di 19 regioni, cinque in più del report precedente, e nello stesso periodo sono stati segnalati 14 casi di virus Usutu. L’anno scorso, alla stessa data, i casi erano 647 con 47 decessi. Il 15 settembre l’agenzia Nos Alpes segnala casi anche nelle Alpi e il 18 settembre ABC4 racconta come il riscaldamento climatico stia spingendo la circolazione del virus sempre più a nord e per periodi più lunghi. Restano fondamentali repellenti, zanzariere, abiti coprenti e bonifica dei ristagni d’acqua, mentre i bollettini proseguono per tutto l’autunno. Sul tema il sito ha dedicato un approfondimento a come il West Nile si sta stabilendo in Europa. Fonti: EpiCentro ISS, ISS, Sky TG24, Nos Alpes, ABC4.
Morbillo: gli Stati Uniti a 3.471 casi, la Pennsylvania oltre 700 casi e quattro decessi
Il CDC segnala 3.471 casi confermati di morbillo negli Stati Uniti al 17 settembre 2026, distribuiti in 47 giurisdizioni con 39 focolai, il dato più alto da decenni. Il 16 settembre Reuters riferisce che la Pennsylvania supera i 700 casi dopo quattro decessi collegati al focolaio, mentre il 13 settembre il Guardian parla di un terzo decesso potenzialmente legato al morbillo.
Il 18 settembre l’esposizione al virus all’ospedale pediatrico di Filadelfia (CHOP) riaccende il dibattito sulla gestione del focolaio nello Stato, il più grande del Paese. Sul morbillo il sito ha una scheda dedicata a sintomi, contagio e vaccino. Fonti: CDC, Reuters, The Guardian, Philadelphia Inquirer, CNN.
Cyclospora: dichiarata finita la più grande epidemia mai registrata negli Stati Uniti
Il 14 settembre il CDC dichiara conclusa l’epidemia di ciclosporiasi legata alla lattuga iceberg, la più grande mai registrata negli Stati Uniti, con il Michigan tra gli Stati più colpiti. Il focolaio, che aveva superato i 27.000 casi, era stato uno dei temi principali dell’estate americana. Fonti: CDC, CNN, The Guardian, Detroit Free Press.
Legionellosi nel Bronx: a New York ordinata la disinfezione di dieci torri di raffreddamento
Il 13 settembre il dipartimento della salute di New York ordina la pulizia di dieci torri di raffreddamento dopo un cluster di malattia del legionario nel Bronx. Il giorno dopo emerge la presenza di Legionella in una torre dello Yankee Stadium, non collegata al focolaio secondo la società, e il 15 settembre la città annuncia misure di prevenzione aggiuntive. La vicenda riporta l’attenzione su una malattia respiratoria che si trasmette con aerosol d’acqua contaminata e non da persona a persona. Fonti: CBS News, The New York Times, ABC7 New York, Contagion Live.
Influenza aviaria: l’EFSA e la Commissione europea pubblicano strumenti per ridurre il rischio
Il 17 settembre l’EFSA e la Commissione europea presentano nell’ambito dell’iniziativa NoBirdFlu risorse pratiche per ridurre il rischio di influenza aviaria in allevamento e sul territorio. Il 18 settembre Mondosanità riferisce che i focolai negli allevamenti sono in calo ma il virus continua a circolare tra gli uccelli selvatici, mentre il Ministero della Salute italiano ha aggiornato le misure di prevenzione, sorveglianza e controllo nelle zone a rischio. Sul fronte internazionale si segnalano il primo caso di virus H5 in un pellicano australiano, un caso sospetto in un leone marino in South Australia e il piano australiano di vaccinare migliaia di piccoli pinguini. Il sito ha un approfondimento su perché il mondo osserva con attenzione l’H5N1. Fonti: EFSA, Ministero della Salute, Mondosanità, Fanpage, Global Voices.
Altre notizie: dengue e chikungunya in Florida, polio in Afghanistan, colera in Camerun, resistenza antimicrobica, IST in Italia
Il 17 settembre la Florida supera i 150 casi autoctoni di dengue e segnala il primo caso di chikungunya acquisito localmente. In Afghanistan parte una nuova campagna di vaccinazione antipolio in tutte e 34 le province, mentre la Global Polio Eradication Initiative ricorda che 21.000 bambini non vaccinati sono un segnale di allarme.
Il Camerun pubblica il quinto report di situazione sull’epidemia di colera del 14 settembre e la Nigeria resta uno dei Paesi più colpiti. Il 16 settembre l’OMS insiste sul ruolo dei test appropriati per combattere la resistenza antimicrobica e il 13 settembre in Italia i dati sulle infezioni sessualmente trasmesse mostrano HIV stabile ma gonorrea e clamidia in forte crescita. Il 18 settembre l’Italia annuncia l’avvio della campagna di vaccinazione antinfluenzale a ottobre. Fonti: Outbreak News Today, Global Polio Eradication Initiative, ReliefWeb, OMS, Mondosanità, Sky TG24.
Domande frequenti
Che differenza c’è tra casi confermati e casi sospetti in un’epidemia di Ebola?
I casi confermati sono quelli con una diagnosi di laboratorio positiva, di norma con test molecolari su sangue o altri fluidi. I casi sospetti sono persone con sintomi compatibili e un possibile contatto con un caso, in attesa di conferma. Nei grandi focolai i due numeri possono divergere molto, e il conteggio ufficiale tende a privilegiare i casi confermati.
Il West Nile si trasmette da persona a persona?
No. Il virus del West Nile si trasmette attraverso la puntura di zanzare infette, soprattutto del genere Culex. Il contagio diretto tra persone non è una via di trasmissione rilevante; restano possibili, ma rare, le trasmissioni per trasfusione, trapianto d’organo e da madre a figlio in gravidanza.
Perché un focolaio di malaria può accendersi in Germania?
Perché basta che una zanzara Anopheles infetta arrivi viva su un volo o dentro un bagaglio e trovi condizioni adatte a sopravvivere e a pungere nei pressi dello scalo. È la cosiddetta malaria da aeroporto, un evento raro ma conosciuto, che non richiede alcun viaggio da parte della persona contagiata.
Il morbillo negli Stati Uniti è tornato endemico?
Gli Stati Uniti avevano eliminato la trasmissione continua del morbillo nel 2000, ma il numero di casi del 2026, oltre 3.400 con decine di focolai, riporta il Paese nelle condizioni che mettono a rischio quello status. La causa principale è la caduta delle coperture vaccinali in alcune comunità, non l’arrivo di nuovi virus.
La ciclosporiasi è pericolosa?
La ciclosporiasi è un’infezione intestinale causata dal parassita Cyclospora cayetanensis, di solito legata a verdure fresche contaminate. Nella maggior parte dei casi provoca diarrea prolungata e debilitante, che si risolve con il trattamento; per le persone fragili può però richiedere ricovero e cure prolungate.
⚠️ Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Consulta sempre il tuo medico per diagnosi e terapie.
