Punto settimanale: Ebola DRC oltre 5.500 casi e chiusa in Uganda, West Nile Italia a 432 casi e 17 decessi, prime morti di morbillo USA

Punto settimanale: Ebola DRC oltre 5.500 casi e chiusa in Uganda, West Nile Italia a 432 casi e 17 decessi, prime morti di morbillo USA
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La settimana dal 24 al 30 agosto concentra segnali molto diversi: un’epidemia di Ebola che continua a crescere nella Repubblica Democratica del Congo, la fine dell’epidemia in Uganda, l’aumento dei casi di West Nile in Italia e le prime due morti associate al morbillo negli Stati Uniti nel 2026.

Ebola in Repubblica Democratica del Congo: oltre 5.500 casi

L’epidemia da virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo ha superato 5.500 casi, secondo gli aggiornamenti riportati da CIDRAP e dalle Nazioni Unite. L’aumento ha spinto il Segretario generale dell’ONU a denunciare la scarsità di risorse destinate alla risposta internazionale. Il quadro resta difficile per la trasmissione in comunità, la pressione sui servizi sanitari e la necessità di isolare rapidamente i casi.

È iniziata anche la vaccinazione con Ervebo per gli operatori in prima linea. Il vaccino è stato sviluppato contro il virus Ebola della specie Zaire, non contro Bundibugyo: la protezione attesa non è quindi equivalente a quella per il ceppo bersaglio e l’impiego va interpretato nel contesto di una risposta d’emergenza, non come garanzia assoluta.

TIP: Ebola non si trasmette con la semplice vicinanza casuale a una persona asintomatica. Il rischio riguarda soprattutto il contatto diretto con sangue o altri fluidi corporei infetti, in particolare durante l’assistenza ai malati e la gestione dei corpi.

Uganda: l’epidemia è stata dichiarata conclusa

La notizia positiva arriva dall’Uganda, dove l’OMS ha dichiarato conclusa l’epidemia: il focolaio ha registrato 20 casi e 2 decessi. La chiusura formale arriva dopo il periodo di sorveglianza previsto senza nuovi casi, ma non elimina la necessità di mantenere capacità diagnostica e monitoraggio. I virus Ebola possono riemergere quando la sorveglianza si indebolisce.

Il contrasto tra Uganda e DRC mostra quanto contino identificazione precoce, tracciamento dei contatti, protezione degli operatori e comunicazione con le comunità. La risposta efficace non è una singola misura, ma una catena in cui ogni anello deve reggere.

West Nile in Italia: 432 casi e 17 decessi

Il Report ISS numero 5, con dati aggiornati al 26 agosto, porta a 432 i casi confermati di infezione da virus West Nile in Italia e a 17 i decessi. Rispetto al bollettino precedente, che riportava 312 casi e 13 decessi, l’incremento è di oltre 120 casi in una settimana. La circolazione è stata rilevata anche nelle isole, Sicilia e Sardegna comprese.

La maggior parte delle infezioni è asintomatica o causa febbre, mentre una quota più piccola sviluppa forme neuroinvasive, come meningite, encefalite o paralisi flaccida. Il rischio di malattia grave è maggiore nelle persone anziane e in chi presenta condizioni che indeboliscono il sistema immunitario.

Non esiste una terapia antivirale specifica di uso routinario. La prevenzione si basa sulla riduzione delle punture: repellenti autorizzati, abiti che coprono la pelle, zanzariere e rimozione dei ristagni d’acqua vicino alle abitazioni. La sorveglianza dei donatori di sangue contribuisce inoltre a ridurre il rischio trasfusionale.

Morbillo negli Stati Uniti: le prime due morti del 2026

In Pennsylvania sono state riportate le prime due morti associate al morbillo negli Stati Uniti nel 2026. Le vittime, non vaccinate e residenti nella contea di Lancaster, erano coinvolte nel focolaio iniziato all’inizio dell’anno; una era un neonato. Il morbillo è altamente contagioso e può diffondersi rapidamente in comunità dove la copertura vaccinale scende sotto la soglia necessaria a interrompere la trasmissione.

Il vaccino MPR protegge da morbillo, parotite e rosolia. Due dosi offrono una protezione molto elevata, ma nessun vaccino sostituisce la sorveglianza quando compaiono febbre, tosse, congiuntivite ed eruzione cutanea. Chi sospetta il morbillo dovrebbe telefonare prima di recarsi in ambulatorio, così da evitare di esporre altre persone.

Mpox, Cyclospora e altre allerte

Il mpox continua a espandersi in nuovi Paesi e alcuni dati suggeriscono una possibile stabilizzazione endemica in determinate aree. Negli USA il focolaio di ciclosporiasi associato a lattuga iceberg si è esteso ad altri Stati, mentre proseguono gli aggiornamenti sulle indicazioni ai consumatori. Restano inoltre sotto osservazione nuovi casi di H5N1 in allevamenti, i vaccini COVID aggiornati, un caso di malaria aeroportuale in Germania e diversi focolai di poliomielite.

Per seguire i dati ufficiali sono utili gli aggiornamenti di OMS, ECDC, ISS e CDC. Sul sito trovi anche la guida al West Nile in Europa.

Domande frequenti

Il vaccino Ervebo protegge dal Bundibugyo?

È stato sviluppato contro il virus Ebola della specie Zaire. L’eventuale protezione crociata contro Bundibugyo non va considerata equivalente né garantita.

Il West Nile passa da persona a persona?

La via principale è la puntura di zanzare infette. Sono possibili, ma meno comuni, trasmissioni attraverso sangue, organi e dalla madre al feto.

Come ci si protegge dal morbillo?

La misura più efficace è completare la vaccinazione MPR secondo il calendario previsto. In caso di sospetto, è importante avvisare telefonicamente il medico prima della visita.

Quando il West Nile è più pericoloso?

Il rischio di forma neuroinvasiva aumenta soprattutto con l’età avanzata e in presenza di immunodepressione o altre condizioni croniche.

⚠️ Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Consulta sempre il tuo medico per diagnosi e terapie.

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