Punto settimanale: Ebola Bundibugyo oltre i 4.000 casi in DRC, West Nile raddoppia in Italia (226 casi, 7 decessi), l’OMS difende i vaccini pediatrici

Questa settimana il quadro delle malattie infettive mette insieme tre segnali diversi: un’epidemia di Ebola ancora molto estesa nella Repubblica Democratica del Congo, una crescita della circolazione del West Nile in Italia e nuovi allarmi internazionali su vaccinazioni, morbillo e arbovirosi.
Ebola Bundibugyo in Repubblica Democratica del Congo
Al 6 agosto 2026 la Repubblica Democratica del Congo riportava 4.053 casi confermati e 1.850 decessi in cinque province: Ituri, Nord Kivu, Sud Kivu, Tshopo e Haut-Uélé. Sono coinvolte 53 zone sanitarie su 140. L’Uganda non registrava nuovi casi dal 21 giugno, ma la sorveglianza resta attiva lungo le aree di confine.
Il sequenziamento di 22 genomi, descritto nella letteratura scientifica, suggerisce che l’epidemia possa essere nata da un nuovo spillover zoonotico. Il dato non significa che il virus sia diventato automaticamente più trasmissibile, ma rende essenziali diagnosi rapida, isolamento, tracciamento dei contatti e protezione degli operatori sanitari.
Fonti: OMS, ECDC, Nature Medicine.
West Nile in Italia: 226 casi e 7 decessi
Il bollettino ISS del 13 agosto segnala 226 casi confermati dall’inizio dell’anno, rispetto ai 141 della settimana precedente. Sono inclusi 102 casi neuroinvasivi, 38 infezioni identificate in donatori di sangue e 86 febbri, con 7 decessi. La circolazione virale è stata dimostrata in 55 province di 16 Regioni.
Il West Nile si trasmette soprattutto attraverso la puntura di zanzare infette, mentre gli uccelli contribuiscono al ciclo del virus. La maggior parte delle infezioni è asintomatica, ma negli anziani e nelle persone fragili può comparire una forma neuroinvasiva con meningite, encefalite o paralisi flaccida. Repellenti, abiti lunghi e rimozione dell’acqua stagnante riducono il rischio.
Fonti: ISS, EpiCentro, ECDC. Per un approfondimento correlato, leggi la guida su dengue, sintomi e prevenzione.
Chikungunya e altre arbovirosi nel rapporto ECDC
Il Communicable Disease Threats Report della settimana 33 monitora chikungunya, dengue, West Nile, febbre emorragica Crimea-Congo, Vibrio, mpox e virus respiratori. Dal gennaio 2026 risultano 219.522 casi di chikungunya e 81 decessi in 25 Paesi fuori dall’UE e dallo SEE. L’incidenza mensile è però diminuita, dai 41.959 casi di giugno ai 6.746 di luglio.
Fonte: ECDC CDTR.
Vaccini pediatrici e morbillo nelle Americhe
Il direttore generale dell’OMS ha ribadito il 12 agosto che i vaccini dell’infanzia sono sicuri e che le evidenze disponibili non giustificano modifiche generalizzate ai calendari vaccinali. Nelle Americhe, PAHO ha pubblicato un’allerta per l’aumento dei casi di morbillo, chiedendo di rafforzare vaccinazione, sorveglianza e risposta rapida ai focolai.
Il dato da ricordare
Non esiste un unico livello di rischio valido per tutte le infezioni: la prevenzione dipende da agente, via di trasmissione, luogo e condizioni individuali. Per il West Nile conta la protezione dalle zanzare; per Ebola il controllo dei contatti e delle infezioni; per morbillo e altre malattie prevenibili, la vaccinazione aggiornata.
Domande frequenti
Il West Nile si trasmette da persona a persona?
La trasmissione ordinaria avviene tramite zanzare. Sono possibili, molto raramente, trasfusioni, trapianti e trasmissione materno-fetale, motivo per cui esistono sistemi di controllo del sangue.
Il vaccino contro Ebola protegge da tutte le varianti?
No. I vaccini disponibili hanno indicazioni specifiche e la protezione dipende dal virus e dal prodotto utilizzato. Le campagne sono organizzate dalle autorità sanitarie nelle aree colpite.
⚠️ Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Consulta sempre il tuo medico per diagnosi e terapie.
