Hantavirus Andes sulla nave Hondius: l’epidemia su una nave da crociera che ha messo in allerta 23 Paesi

Contenuti dell'articolo

Il 2 maggio 2026 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riceve una notifica dal Regno Unito: a bordo della MV Hondius, nave da crociera battente bandiera olandese, si è verificato un cluster di gravi malattie respiratorie con due decessi e un passeggero in condizioni critiche. Inizia così una delle più complesse operazioni di sorveglianza epidemiologica internazionale degli ultimi anni, che coinvolge passeggeri ed equipaggio provenienti da 23 Paesi, di cui 9 dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo.

L’agente eziologico identificato è l’Andes hantavirus (ANDV), uno dei patogeni più letali tra gli orthohantavirus. Al 13 maggio 2026, il bilancio è di 11 casi (8 confermati, 2 probabili, 1 inconclusivo) e 3 decessi, con un tasso di letalità del 27%. Tutti i casi sono passeggeri della nave.

Cos’è l’Andes hantavirus e perché è unico

Gli hantavirus sono virus zoonotici che infettano naturalmente i roditori e vengono trasmessi all’uomo per contatto con urina, feci o saliva di roditori infetti. Nelle Americhe causano la sindrome cardiopolmonare da hantavirus (HCPS o HPS), una condizione a rapida progressione che colpisce polmoni e cuore, mentre in Europa e Asia sono noti per la febbre emorragica con sindrome renale (HFRS).

L’Andes virus si distingue da tutti gli altri hantavirus per una caratteristica che lo rende particolarmente preoccupante in contesti di aggregazione: è l’unico hantavirus per cui è stata documentata la trasmissione interumana. Come ha confermato l’Istituto Superiore di Sanità, secondi casi di infezione tra contatti stretti e prolungati sono stati descritti esclusivamente per il virus Andes, diffuso principalmente in Argentina e Cile, con casi anche in Uruguay, Brasile meridionale e Paraguay. Infezioni secondarie tra operatori sanitari sono state documentate, sebbene rimangano rare.

Nel 2025, nella Regione delle Americhe, 8 Paesi hanno segnalato 229 casi di HPS e 59 decessi, con un tasso di letalità del 25,7%. Il tasso di letalità per HPS può arrivare fino al 50% in assenza di accesso tempestivo alla terapia intensiva.

La dinamica del focolaio sulla MV Hondius

La MV Hondius trasportava 147 tra passeggeri e membri dell’equipaggio. L’ipotesi di lavoro, supportata dall’analisi preliminare delle sequenze virali che mostrano sequenze quasi identiche tra casi diversi, è che il primo caso abbia contratto l’infezione prima dell’imbarco, con esposizione a terra, verosimilmente in Sud America. La successiva diffusione a bordo sarebbe avvenuta per trasmissione interumana, favorita dagli spazi ristretti e dai contatti prolungati tipici di una nave da crociera.

Le tappe cruciali dell’emergenza:

  • 24 aprile: i passeggeri sbarcano a Saint Helena (territorio britannico d’oltremare)
  • 2 maggio: OMS viene notificata dei primi casi gravi
  • 6 maggio: la nave arriva a Praia, Capo Verde
  • 8 maggio: secondo rapporto OMS (DON), 8 casi e 2 decessi
  • 10-11 maggio: la nave attracca a Tenerife, Spagna (Canarie), dove inizia lo sbarco organizzato
  • 11 maggio: la nave riparte per i Paesi Bassi con 25 membri dell’equipaggio e due operatori sanitari olandesi a bordo
  • 13 maggio: terzo rapporto OMS: 11 casi, 3 decessi

I passeggeri sono stati rimpatriati dalle Canarie verso i rispettivi Paesi di residenza tramite voli non commerciali appositamente organizzati. Il contact tracing internazionale, coordinato attraverso i canali del Regolamento Sanitario Internazionale (2005), ha permesso di identificare e monitorare i contatti in tutti i Paesi coinvolti.

La risposta dell’Italia: la circolare ministeriale e la sorveglianza ISS

L’Italia ha attivato tempestivamente le misure di sorveglianza. Il Ministero della Salute ha emanato l’11 maggio 2026 la circolare prot. n. 3482, dal titolo “Focolaio di hantavirus tipo Andes a bordo della nave da crociera MV Hondius: aggiornamento della situazione e indicazioni di sanità pubblica”, inviata a tutte le Regioni, alle autorità sanitarie nazionali e agli USMAF (Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera).

L’Istituto Superiore di Sanità ha posto in sorveglianza sanitaria 4 cittadini italiani rientrati dalla nave. Per un approfondimento sulla biologia degli hantavirus, sui sintomi e sulle modalità di trasmissione, puoi consultare l’articolo dedicato: Cosa sono gli Hantavirus, trasmissione, sintomi, diagnosi e rischi.

Il rischio per la popolazione: molto basso secondo ECDC e ISS

Secondo la valutazione del Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (ECDC), il rischio per la popolazione generale dell’UE/SEE è molto basso. Le ragioni sono chiare:

  • Il virus Andes non si trasmette facilmente tra persone: la trasmissione interumana richiede contatti stretti e prolungati
  • Il serbatoio naturale dell’ANDV non è presente in Europa: i roditori serbatoio (Oligoryzomys longicaudatus) sono endemici del Sud America, quindi non si prevede l’introduzione del virus nella popolazione di roditori europei
  • Anche in caso di importazione di casi, “è improbabile che causi numerosi casi o un’epidemia diffusa nella comunità, a condizione che vengano applicate le misure di prevenzione e controllo delle infezioni” (ECDC)

L’ISS ha pubblicato su Eurosurveillance uno studio di scenario sulla potenziale diffusione comunitaria dell’Andes virus, condotto in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler, confermando che entro 4 mesi dal caso indice è improbabile un focolaio oltre i 50 casi, con alta probabilità di estinzione se oltre metà dei casi viene isolata.

Sintomi e trattamento

La sindrome polmonare da hantavirus (HPS) si manifesta con un periodo di incubazione tipico di 2-4 settimane (range: 1-8 settimane). I sintomi iniziali includono:

  • Febbre, brividi, mal di testa e vertigini
  • Mialgia (dolori muscolari diffusi)
  • Sintomi gastrointestinali: nausea, vomito, diarrea, dolore addominale

Dopo la fase prodromica, può sopraggiungere improvvisamente la fase cardiorespiratoria, caratterizzata da distress respiratorio acuto e ipotensione, che richiede il ricovero in terapia intensiva. Non esiste al momento un trattamento antivirale specifico autorizzato né un vaccino contro l’infezione da hantavirus. La terapia è di supporto e si concentra sul monitoraggio clinico e sulla gestione delle complicanze respiratorie, cardiache e renali. L’accesso precoce alla terapia intensiva migliora significativamente la prognosi.

Prevenzione e misure raccomandate

La prevenzione dell’infezione da hantavirus si basa principalmente sulla riduzione del contatto con i roditori e i loro escrementi. Le raccomandazioni includono:

  • Mantenere puliti gli ambienti domestici e lavorativi, riducendo le fonti di cibo e i rifugi per i roditori
  • Sigillare aperture, crepe e punti di accesso negli edifici
  • Conservare alimenti e rifiuti in contenitori chiusi
  • Non spazzare o aspirare a secco superfici contaminate da roditori (per evitare l’aerosolizzazione del virus)
  • Inumidire le superfici con detergenti o disinfettanti prima della pulizia
  • Lavare accuratamente le mani dopo attività a rischio

Nel caso specifico del virus Andes, si aggiungono le precauzioni standard per le infezioni respiratorie: igiene delle mani, etichetta respiratoria (coprire bocca e naso quando si tossisce e starnutisce) e distanziamento fisico in caso di contatto con casi sospetti o confermati.

⚠️ Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Consulta sempre il tuo medico per diagnosi e terapie.

Seguimi su YouTube!
Parliamo di: