Tubercolosi, arriva il vaccino spray nasale a DNA che elimina i batteri persistenti

La tubercolosi resta la malattia infettiva più letale al mondo dopo il COVID-19, con 10,6 milioni di casi e 1,4 milioni di morti nel 2025 secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. Ma una svolta potrebbe arrivare da un approccio completamente nuovo: un vaccino terapeutico spray nasale a DNA sviluppato dai ricercatori della Johns Hopkins University e pubblicato sul Journal of Clinical Investigation.
Il problema dei batteri persistenti
Una delle sfide più ostiche nella cura della tubercolosi è rappresentata dai batteri “persister”, una sottopopolazione di Mycobacterium tuberculosis che sopravvive alla terapia antibiotica standard entrando in uno stato di quiescenza metabolica. Questi batteri non sono resistenti agli antibiotici nel senso classico del termine, ma semplicemente “si nascondono” e riemergono settimane o mesi dopo, causando recidive che richiedono cicli terapeutici ancora più lunghi e complessi.
Il vaccino sviluppato alla Johns Hopkins aggira il problema in modo elegante: invece di colpire i batteri attivamente replicanti (come fanno gli antibiotici), stimola il sistema immunitario a riconoscere e attaccare specificamente i batteri persistenti, che esprimono un set di antigeni diverso rispetto alla popolazione batterica in attiva crescita.
Come funziona lo spray nasale a DNA
Il meccanismo d’azione del nuovo vaccino è innovativo su più fronti. Il DNA vaccinale codifica per antigeni specifici espressi dai batteri persistenti, e viene somministrato per via intranasale attraverso un semplice spray. La scelta della via di somministrazione non è casuale: il tratto respiratorio è la porta d’ingresso del M. tuberculosis, e una risposta immunitaria mucosale nella prima linea di difesa è molto più efficace di una risposta sistemica indotta da un vaccino iniettivo.
Nei test su modelli animali, il vaccino ha dimostrato di:
- Eliminare le infezioni più rapidamente rispetto alla sola terapia antibiotica
- Ridurre l’infiammazione polmonare, preservando la funzionalità respiratoria
- Prevenire le recidive, eliminando i reservoir di batteri persistenti
- Potenziare l’efficacia dei farmaci contro la tubercolosi multi-resistente (MDR-TB)
La risposta immunitaria indotta è di tipo Th17 e CD8+, due branche del sistema immunitario particolarmente efficaci nel controllo delle infezioni mucosali e intracellulari. I linfociti T CD8+, in particolare, sono in grado di riconoscere e distruggere le cellule infettate dal batterio, un meccanismo che si sta rivelando cruciale anche nello sviluppo di un vaccino universale contro la malaria.
Perché serve un nuovo vaccino contro la tubercolosi
Il BCG (Bacillo di Calmette-Guérin), l’unico vaccino attualmente disponibile contro la tubercolosi, ha oltre cento anni e presenta limiti significativi. Protegge efficacemente le forme gravi infantili (meningite tubercolare e forme disseminate) ma ha efficacia limitata negli adolescenti e negli adulti, dove la maggior parte dei casi si verifica. Inoltre, il BCG è un vaccino preventivo, non terapeutico: non aiuta chi è già infetto a eliminare il batterio.
Proprio per questo la pipeline di nuovi vaccini anti-TB è oggi più attiva che mai. I candidati più avanzati includono:
- M72/AS01E (GSK): in fase 3, ha mostrato una protezione del 54% negli adulti con infezione latente
- MTBVAC (Biofabri): in fase 2b/3, un candidato basato su M. tuberculosis attenuato
- Vaccino mRNA (BioNTech): in fase 2a, simile alla tecnologia dei vaccini COVID-19
A questi si aggiunge ora il candidato spray nasale a DNA della Johns Hopkins, che rappresenta un cambio di paradigma perché agisce come vaccino terapeutico su persone già infette, colmando un vuoto terapeutico che nessun altro candidato affronta.
La tubercolosi nel mondo: dati aggiornati al 2026
Nonostante i progressi, la tubercolosi resta una delle principali emergenze sanitarie globali. Secondo il WHO Global Tuberculosis Report 2025, i numeri parlano chiaro:
- 10,6 milioni di nuovi casi nel 2025
- 1,4 milioni di decessi, di cui 227.000 tra i bambini
- 450.000 casi di tubercolosi multi-resistente (MDR-TB)
- Solo il 48% dei casi MDR-TB accede a un trattamento efficace
L’emergere della resistenza agli antibiotici, sia nei batteri tubercolari che in altri patogeni, rende ancora più urgente la disponibilità di strumenti immunologici in grado di affiancare o sostituire la terapia farmacologica. Il TB Vaccine Accelerator Forum dell’aprile 2026 ha ribadito l’obiettivo di avere almeno un nuovo vaccino efficace entro il 2030, con un investimento globale di oltre 2 miliardi di dollari.
Prospettive future
I ricercatori della Johns Hopkins stanno ora lavorando per portare il candidato vaccinale ai trial clinici di fase 1 sull’uomo. Se i risultati saranno confermati, lo spray nasale a DNA potrebbe diventare uno strumento complementare alla terapia antibiotica standard, riducendo la durata del trattamento (oggi tra 6 e 9 mesi per la TB sensibile, fino a 20 mesi per la MDR-TB) e abbassando il tasso di recidive. La via di somministrazione intranasale, non invasiva e autosomministrabile, faciliterebbe inoltre la distribuzione su larga scala nei paesi a risorse limitate, dove l’85% dei casi di tubercolosi si concentra.
⚠️ Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Consulta sempre il tuo medico per diagnosi e terapie.
