Shigella vaccine 89%: lo studio su The Lancet che apre la strada al primo vaccino contro la dissenteria batterica

Dopo oltre un secolo di ricerche e decine di milioni di infezioni ogni anno, un vaccino contro Shigella potrebbe finalmente diventare realtà. Il 1 luglio 2026, la prestigiosa rivista The Lancet Infectious Diseases ha pubblicato i risultati del trial di fase 2 del vaccino orale WRSs2 contro Shigella sonnei, con un dato che ha sorpreso la comunità scientifica: 89% di protezione.

Cos’è Shigella e perché serve un vaccino

Shigella è un batterio Gram-negativo che causa la shigellosi, una forma di dissenteria batterica che colpisce ogni anno decine di milioni di persone nel mondo, con centinaia di migliaia di decessi, soprattutto tra i bambini sotto i 5 anni nei paesi a basso e medio reddito. I sintomi includono diarrea sanguinolenta, febbre, crampi addominali e disidratazione. La trasmissione avviene per via feco-orale, spesso attraverso acqua e cibo contaminati.

La crescente resistenza agli antibiotici rende sempre più difficile il trattamento delle infezioni da Shigella. Molti ceppi sono ormai resistenti ai farmaci di prima linea come ampicillina, cotrimossazolo e ciprofloxacina, rendendo urgente la disponibilità di un vaccino efficace.

Lo studio: 108 adulti sani, 89% di efficacia

Il trial di fase 2, condotto su 108 adulti sani, ha testato il vaccino orale WRSs2, un vaccino a batterio vivo attenuato somministrato per via orale. I partecipanti sono stati esposti a Shigella sonnei selvaggia e monitorati per lo sviluppo di sintomi. Il gruppo vaccinato ha mostrato una protezione dell’89% rispetto al gruppo placebo, un risultato che supera ampiamente la soglia di efficacia considerata sufficiente per l’approvazione regolatoria.

Il vaccino WRSs2 è stato progettato per stimolare una risposta immunitaria mucosale intestinale, la prima linea di difesa contro il batterio. I dati di sicurezza sono stati rassicuranti, con effetti collaterali per lo più lievi e transitori. Lo studio è stato finanziato dal National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) e condotto in collaborazione con il Walter Reed Army Institute of Research.

Il significato clinico e le prospettive future

Se confermato nei trial di fase 3 su popolazioni più ampie e in contesti endemici, questo sarebbe il primo vaccino autorizzato contro Shigella nella storia della medicina. I prossimi passi prevedono trial in paesi ad alta incidenza, dove Shigella rappresenta un problema di sanità pubblica significativo, e studi specifici sulla popolazione pediatrica, la più vulnerabile.

L’impatto potenziale è enorme. Un vaccino anti-Shigella potrebbe prevenire milioni di infezioni ogni anno, ridurre la mortalità infantile e rallentare la diffusione della resistenza antimicrobica, riducendo la necessità di antibiotici per il trattamento della shigellosi.

⚠️ Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Consulta sempre il tuo medico per diagnosi e terapie.

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