Scarlattina: sintomi, contagio, cura e tutto quello che i genitori devono sapere

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La scarlattina è una malattia infettiva batterica che ha accompagnato l’umanità da secoli, ma che resta ancora oggi una delle infezioni infantili più comuni. Negli ultimi anni, tra il 2023 e il 2025, si è registrato un aumento significativo dei casi in Italia e in Europa, con particolare incidenza nei bambini sotto i 15 anni.

Ecco tutto quello che c’è da sapere per riconoscerla, curarla e gestirla al meglio.

Cos’è la scarlattina

La scarlattina è causata dal batterio Streptococcus pyogenes (streptococco beta-emolitico di gruppo A). Non è la normale faringite da streptococco: la scarlattina si verifica quando il ceppo batterico produce una tossina pirogenica (o eritrogenica) che, entrando in circolo, provoca il caratteristico rash cutaneo e gli altri sintomi sistemici.

Colpisce prevalentemente i bambini tra i 3 e i 12 anni, ma può manifestarsi anche negli adulti.

Sintomi: come riconoscerla

Il periodo di incubazione è breve: 2-5 giorni dal contagio. I sintomi compaiono in genere improvvisamente:

Febbre alta e mal di gola

La malattia inizia con febbre superiore a 38°C, brividi, mal di gola intenso e difficoltà a deglutire. Le tonsille sono arrossate e gonfie, a volte con placche.

Esantema scarlattinico

Entro 12-48 ore dalla febbre compare l’eruzione cutanea che dà il nome alla malattia:

  • Colore rosso scarlatto, diffuso su tronco, schiena e addome, poi arti
  • Al tatto sembra carta vetrata (ruvida, papillare)
  • Le pieghe della pelle (ascelle, gomiti, inguine) appaiono più arrossate (segno di Pastia)
  • Il viso è arrossato ma con un alone pallido intorno alla bocca (segno della maschera scarlattinosa)

L’esantema si attenua in 3-4 giorni e lascia spazio a una desquamazione della pelle, particolarmente evidente su palmi delle mani e piante dei piedi, che può durare diverse settimane.

Lingua a fragola

Uno dei segni più tipici: la lingua prima si ricopre di una patina biancastra, poi dopo 3-4 giorni diventa di un rosso vivo con le papille gonfie, che ricordano i semi di una fragola.

Altri sintomi

Mal di testa, nausea, vomito, dolori muscolari, linfonodi del collo ingrossati. Nei bambini piccoli i sintomi possono essere meno evidenti.

Contagio e periodo di incubazione

La scarlattina si trasmette per via aerea (goccioline di saliva di chi tossisce o starnutisce) e attraverso il contatto con oggetti contaminati. Il periodo di contagiosità va da poco prima della comparsa dei sintomi fino a 24-48 ore dopo l’inizio della terapia antibiotica.

Attenzione: una persona può contrarre la scarlattina più di una volta perché esistono diversi tipi di tossina streptococcica, e l’immunità è specifica per ogni tipo.

Cura: gli antibiotici sono indispensabili

La scarlattina si cura con antibiotici, fondamentali per:

  • Ridurre la durata dei sintomi
  • Prevenire le complicanze (febbre reumatica, glomerulonefrite)
  • Rendere il paziente non contagioso entro 24-48 ore

Il farmaco di scelta è l’amoxicillina o la penicillina, per 10 giorni. Per i pazienti allergici, si usano cefalosporine o macrolidi. È fondamentale completare l’intero ciclo anche se i sintomi migliorano dopo 2-3 giorni.

Oltre agli antibiotici: riposo, idratazione e antipiretici per febbre e dolori.

Complicanze (rare con la terapia adeguata)

Se non trattata o trattata in modo incompleto, la scarlattina può causare:

  • Febbre reumatica: infiammazione che colpisce cuore, articolazioni, pelle e sistema nervoso. Può lasciare danni permanenti alle valvole cardiache
  • Glomerulonefrite post-streptococcica: infiammazione dei reni che si manifesta 1-3 settimane dopo l’infezione
  • Complicanze locali: otite, sinusite, polmonite, ascessi peritonsillari

Con la terapia antibiotica tempestiva, queste complicanze sono oggi estremamente rare.

Scala di prevenzione

Non esiste ancora un vaccino per la scarlattina (anche se la ricerca è in corso, con diversi candidati in fase di sviluppo clinico). La prevenzione si basa su:

  • Igiene delle mani frequente
  • Non condividere posate, bicchieri, asciugamani
  • Tenere il bambino a casa fino ad almeno 48 ore dopo l’inizio degli antibiotici
  • Arieggiare gli ambienti

Scarlattina negli adulti

Sebbene sia considerata una malattia infantile, la scarlattina colpisce anche gli adulti, in particolare chi è stato esposto a bambini infetti o ha un sistema immunitario indebolito. Negli adulti i sintomi tendono a essere più severi (febbre più alta, faringite più intensa), ma la cura è la stessa. Il rischio di complicanze è paragonabile.

FAQ sulla scarlattina

Si può prendere la scarlattina più di una volta?
Sì. Esistono diversi tipi di tossina streptococcica e l’immunità è specifica per ogni tipo. Per questo si possono avere più episodi.

La scarlattina è contagiosa prima della comparsa dei sintomi?
Sì. Il periodo di massima contagiosità è durante la fase acuta, ma si può trasmettere anche poco prima della comparsa dei sintomi.

Quanto dura la scarlattina?
La fase acuta dura 3-5 giorni con la terapia giusta. La desquamazione della pelle può durare settimane dopo la guarigione.

Gli adulti possono prendere la scarlattina dai bambini?
Sì. Gli adulti non immuni o con sistema immunitario indebolito possono contrarre la malattia da bambini infetti.

Basta una visita per diagnosticarla?
Un pediatra o medico esperto riconosce la scarlattina dall’aspetto caratteristico dell’esantema, della lingua e dei sintomi associati. In caso di dubbio si può confermare con un tampone faringeo.

⚠️ Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Se sospetti che tuo figlio abbia la scarlattina, contatta il pediatra.

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