Punto settimanale: Ebola DRC sfiora 1.800 casi, STI da record in Europa e quattro vaccini Bundibugyo in arrivo

Contenuti dell'articolo

1. Ebola DRC: epidemia fuori controllo

Al 9 luglio 2026, la Repubblica Democratica del Congo registra 1.792 casi confermati di Ebola Bundibugyo e 625 decessi. La provincia di Ituri resta l’epicentro dell’epidemia, ma il virus si è esteso a Kisangani, terza città del Paese per popolazione, con oltre 1,6 milioni di abitanti. L’OMS avverte che la scala reale dell’epidemia potrebbe essere 2-4 volte superiore ai dati ufficiali. L’80% dei nuovi casi a Bunia arriva da fuori le liste di contatto note, segno che la trasmissione comunitaria sfugge alla sorveglianza. I centri di trattamento sono “al punto di saturazione”, come dichiarato dalle autorità sanitarie locali. Fonte: ECDC, UN News, PanAfrican Visions

2. Terapie e vaccini: la corsa contro il tempo

Il 2 luglio 2026 è partito il trial clinico per i trattamenti specifici contro il Bundibugyo: l’anticorpo monoclonale MBP134 e l’antivirale remdesivir, da soli o in combinazione. Sono disponibili oltre 1.200 dosi. Quattro candidati vaccinali sono in fase di sperimentazione clinica e potrebbero essere pronti in circa tre mesi. La Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI) ha stanziato 62 milioni di dollari per accelerare tre candidati: quelli di IAVI (vettore virale), Moderna (piattaforma mRNA) e Oxford/Serum Institute of India (proteina ricombinante). Fonte: CEPI, STAT News, Mongabay

3. Infezioni sessualmente trasmesse: record storico in Europa

L’ECDC ha pubblicato i dati 2024 sulle infezioni sessualmente trasmesse in Europa, con cifre da record. La gonorrea raggiunge 106.331 casi, con un aumento del 303% dal 2015. La sifilide registra 45.577 casi, raddoppiata rispetto a dieci anni fa. Il dato più preoccupante è la sifilide congenita, quasi raddoppiata in un anno: da 78 a 140 casi. La clamidia resta l’infezione più frequente con 213.443 casi. Contestualmente, l’ECDC ha pubblicato le prime linee guida sulla doxiciclina come profilassi post-esposizione (doxy-PEP), sconsigliandone l’uso diffuso per la gonorrea a causa del rischio di resistenza antimicrobica. Fonte: ECDC

4. Cambiamento climatico e malattie infettive: un rapporto landmark

L’American Academy of Microbiology (ASM) e l’American Geophysical Union (AGU) hanno pubblicato un rapporto congiunto che analizza come il cambiamento climatico stia rimodellando la distribuzione e l’epidemiologia delle malattie infettive. Temperature e precipitazioni in evoluzione, l’innalzamento del livello del mare e gli eventi meteorologici estremi stanno alterando l’ecologia di serbatoi animali, vettori e agenti patogeni. Il rapporto chiede migliori studi di attribuzione e sistemi di sorveglianza predittivi, sottolineando la necessità di una collaborazione interdisciplinare tra microbiologi, climatologi ed epidemiologi. Fonte: ASM

5. OMS adotta il nuovo Piano d’Azione Globale sull’AMR 2026-2036

Durante la 79a Assemblea Mondiale della Sanità, gli Stati membri hanno approvato il Global Action Plan on Antimicrobial Resistance (GAP-AMR) aggiornato, che fissa obiettivi decennali per preservare l’efficacia degli antimicrobici. Il nuovo piano adotta un approccio One Health, integrando salute umana, animale, vegetale e ambientale. Tra gli obiettivi: potenziamento della sorveglianza, sviluppo di nuovi antibiotici, accesso equo ai trattamenti e riduzione dell’uso in agricoltura. Fonte: The Lancet Infectious Diseases, Fonte: WHO

6. Morbillo Italia: 269 casi nel 2026, l’88% non vaccinato

L’ISS registra 269 casi di morbillo in Italia dall’inizio del 2026, con i numeri raddoppiati a maggio rispetto ad aprile. L’88% dei pazienti non era vaccinato, confermando le lacune nella copertura vaccinale e il rischio di focolai. Nel frattempo, è stato registrato il primo caso stagionale di West Nile in provincia di Latina, un paziente 29enne in buone condizioni. Fonte: ISS EpiCentro, Radioluna

7. ISS pubblica studio su Eurosurveillance: modelli di trasmissione dell’Andes hantavirus

I ricercatori dell’ISS e della Fondazione Bruno Kessler hanno pubblicato su Eurosurveillance un’analisi di scenario sulla potenziale diffusione comunitaria dell’Andes virus (ANDV). Lo studio conferma che entro 4 mesi dal caso indice è improbabile un focolaio oltre i 50 casi, con alta probabilità di estinzione in caso di isolamento di oltre metà dei casi. Un’analisi tempestiva, dato che l’Andes hantavirus è attualmente al centro di un focolaio internazionale su una nave da crociera. Fonte: Eurosurveillance

⚠️ Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Consulta sempre il tuo medico per diagnosi e terapie.

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