Lassa fever: due trial clinici segnano una svolta nella lotta contro il virus

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Due studi pubblicati su Nature Medicine nel 2026 segnano un punto di svolta nella ricerca su Lassa fever, una febbre emorragica virale endemica in Africa occidentale che causa ogni anno tra 100.000 e 300.000 infezioni e circa 5.000 decessi. Per la prima volta dopo decenni, un trial clinico terapeutico interventistico ha testato un nuovo farmaco contro il virus Lassa, mentre un candidato vaccino basato su un vettore della rabbia ha mostrato risultati promettenti in fase 1.

Cos’è la Lassa fever

La Lassa fever è causata dal virus Lassa, un arenavirus trasmesso all’uomo dal contatto con urina o feci di roditori del genere Mastomys, che costituiscono il serbatoio naturale del virus. La malattia è endemica in diversi paesi dell’Africa occidentale, tra cui Nigeria, Sierra Leone, Liberia e Guinea.

Il periodo di incubazione varia da 2 a 21 giorni. I sintomi iniziali sono aspecifici: febbre, debolezza generale e malessere. Nei casi gravi si sviluppano emorragie, insufficienza d’organo e shock. Tra i pazienti ospedalizzati, il tasso di mortalità è di circa il 20%. Una complicanza particolarmente debilitante è la sordità, che si verifica in circa il 25% dei sopravvissuti (in metà dei casi l’udito torna parzialmente dopo 1-3 mesi). La malattia è particolarmente grave in gravidanza, con perdita del feto o morte materna in oltre l’80% dei casi durante il terzo trimestre.

Attualmente non esiste un vaccino licenziato contro il virus Lassa. Il trattamento standard è la ribavirina, un antivirale utilizzato dagli anni ’80 sulla base di studi osservazionali, ma la cui efficacia non è mai stata dimostrata in trial clinici randomizzati controllati.

Favipiravir: il primo trial terapeutico interventistico in decenni

Il SAFARI trial (Strengthening Antiviral Research for Lassa Fever) è il primo studio clinico randomizzato controllato nella storia recente a valutare un nuovo trattamento per la Lassa fever. Condotto dai ricercatori del Bernhard Nocht Institute for Tropical Medicine (BNITM) di Amburgo e del University Medical Center Hamburg-Eppendorf (UKE), in collaborazione con partner nigeriani presso l’Irrua Specialist Teaching Hospital (ISTH) e il Federal Medical Centre Owo, lo studio ha testato il candidato farmaco favipiravir.

Il favipiravir è un antivirale originariamente sviluppato per il trattamento dell’influenza che inibisce la replicazione di un’ampia gamma di virus a RNA, incluso il virus Lassa. Già testato in studi clinici per influenza, COVID-19 ed Ebola, si è dimostrato sicuro e ben tollerato. «C’è un bisogno urgente di nuovi farmaci con efficacia dimostrata per la Lassa fever. La nostra conoscenza della ribavirina è limitata e basata principalmente su vecchi report degli anni ’80», spiega la Dr.ssa Mirjam Groger, group leader al BNITM e co-autrice senior della pubblicazione. «Abbiamo condotto il primo trial controllato randomizzato per valutare una nuova opzione terapeutica».

I risultati dello studio di fase II, pubblicati su Nature Medicine, rappresentano un progresso fondamentale per una malattia che per decenni ha sofferto di una preoccupante assenza di ricerca clinica. Il trial è descritto nell’editoriale di Nature Medicine come «il primo trial terapeutico interventistico in decenni» per la Lassa fever.

Fonte: Erameh C et al. Nature Medicine (2026). DOI: 10.1038/s41591-026-04402-w

LASSARAB: il vaccino combinato Lassa-rabbia che supera la fase 1

Il secondo studio pubblicato su Nature Medicine riguarda il candidato vaccino LASSARAB, un vaccino sperimentale progettato per proteggere contemporaneamente contro la Lassa fever e la rabbia in un’unica formulazione. Sviluppato dai ricercatori della Thomas Jefferson University e della University of Maryland School of Medicine, LASSARAB utilizza un vettore del virus della rabbia inattivato ingegnerizzato per esprimere il complesso glicoproteico (GPC) del virus Lassa, con un adiuvante sintetico per potenziare la risposta immunitaria.

Lo studio di fase I randomizzato ha arruolato 54 volontari sani di età compresa tra 18 e 50 anni, suddivisi in quattro gruppi che hanno ricevuto due dosi intramuscolari di LASSARAB a diversi livelli di dosaggio (basso, medio, alto) oppure il vaccino antirabbico licenziato come controllo.

I risultati sono incoraggianti: nessun evento avverso grave è stato registrato, e gli effetti collaterali (dolore al sito di iniezione, sintomi simil-influenzali lievi) si sono risolti senza trattamento aggiuntivo. A 61 giorni dalla prima dose, il 100% dei riceventi LASSARAB aveva sviluppato anticorpi specifici contro il virus Lassa, mentre nessuno dei controlli li aveva. Contemporaneamente, tutti i partecipanti trattati con LASSARAB hanno raggiunto livelli di anticorpi neutralizzanti contro il virus della rabbia superiori alla soglia di protezione stabilita dall’OMS.

«I nostri risultati forniscono la prima evidenza clinica che un vettore basato sulla rabbia può generare in sicurezza immunità contro il virus Lassa negli esseri umani», afferma il Prof. Matthias J. Schnell, direttore del Jefferson Center for Vaccines and Pandemic Preparedness e autore senior dello studio. «La possibilità di combinare la protezione contro due malattie in un unico vaccino potrebbe avere un impatto significativo sulla salute pubblica nelle regioni dove entrambe rimangono endemiche».

LASSARAB è attualmente uno dei tre candidati vaccini anti-Lassa in fase di sviluppo clinico ed è l’unico basato su un virus ucciso o attenuato. Il trial era stato precedentemente inserito da Nature Medicine tra gli “Undici trial clinici che cambieranno la medicina nel 2026”.

Fonte: Ortiz JR et al. Nature Medicine (2026). DOI: 10.1038/s41591-026-04429-z

Il ruolo del CEPI e la roadmap per l’accesso ai vaccini

La Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI) sta guidando gli investimenti per lo sviluppo di vaccini contro la Lassa fever, supportando il candidato vaccino sviluppato da IAVI che ha raggiunto trial di fase intermedia in Nigeria, Ghana e Sierra Leone. A febbraio 2026, CEPI ha pubblicato la Lassa End-to-End Access Roadmap, un piano che delinea il percorso coordinato per garantire un accesso equo ai vaccini anti-Lassa una volta licenziati.

La convergenza di questi progressi — un trial terapeutico interventistico dopo decenni di vuoto e un candidato vaccino promettente con risultati di fase I — rappresenta una svolta concreta nella lotta contro una delle malattie infettive più trascurate al mondo.

Fonte: CEPI – Preparing today for tomorrow’s Lassa fever vaccines

⚠️ Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Consulta sempre il tuo medico per diagnosi e terapie.

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