Infezioni sessualmente trasmesse in Europa: i dati ECDC mostrano un record storico

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Le infezioni sessualmente trasmesse (IST) hanno raggiunto livelli mai visti prima in Europa. I dati pubblicati dall’ECDC (Centro Europeo per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie) relativi al 2024 raccontano una situazione allarmante: gonorrea e sifilide ai massimi storici, con la sifilide congenita quasi raddoppiata in un solo anno. Un fenomeno che richiede azioni urgenti.

I numeri del 2024: un quadro senza precedenti

Il rapporto annuale dell’ECDC fotografa un incremento costante e preoccupante. La gonorrea ha registrato 106.331 casi confermati in 28 paesi UE/SEE, con un tasso di notifica di 26,9 casi per 100.000 abitanti, il più alto dal 2009, quando è iniziata la sorveglianza europea. Dal 2015, i casi sono aumentati del 303%.

La sifilide ha raggiunto 45.577 casi, più che raddoppiati rispetto al 2015. La clamidia resta l’infezione batterica più diffusa, con 213.443 casi notificati. Anche il linfogranuloma venereo (LGV) continua a circolare, con 3.490 casi segnalati.

«Le infezioni sessualmente trasmesse sono in aumento da 10 anni e hanno raggiunto livelli record nel 2024. Se non curate, queste infezioni possono causare gravi complicazioni, come dolore cronico e infertilità e, nel caso della sifilide, problemi al cuore o al sistema nervoso», ha dichiarato Bruno Ciancio, Capo Unità Malattie a Trasmissione Diretta e Prevenibili con Vaccino dell’ECDC. «Ciò che preoccupa di più è il quasi raddoppio della sifilide congenita, dove l’infezione passa direttamente ai neonati».

Sifilide congenita: il campanello d’allarme più grave

Il dato forse più drammatico è quello della sifilide congenita: i casi sono passati da 78 nel 2023 a 140 nel 2024 in 14 paesi che hanno fornito i dati. Un aumento del 79% in un solo anno, il numero più alto di notifiche di sifilide congenita dal 2009. Questo indica una trasmissione crescente tra le donne in età fertile e lacune nei programmi di screening prenatale.

L’ECDC raccomanda ai paesi europei di migliorare i protocolli di screening antenatale, assicurando che la sifilide venga diagnosticata e trattata tempestivamente per prevenire la trasmissione al feto durante la gravidanza.

Chi è più colpito? Le disuguaglianze nei dati

I numeri rivelano anche forti disuguaglianze. Gli uomini che fanno sesso con uomini (MSM) restano il gruppo più colpito, rappresentando il 62% dei casi di gonorrea e il 69% dei casi di sifilide con modalità di trasmissione nota. Tuttavia, dal 2021 si osserva un aumento costante della sifilide anche tra gli eterosessuali, in particolare tra le donne in età riproduttiva.

Per la gonorrea, i tassi più alti si registrano nelle donne giovani (20-24 anni: 60,3 casi per 100.000) e negli uomini di 25-34 anni (145,5 casi per 100.000).

Le cause del boom: calo dell’uso del preservativo e tagli alla prevenzione

L’aumento delle IST non è un fenomeno improvviso, ma il risultato di tendenze che durano da oltre un decennio. Tra i fattori identificati dall’ECDC:

  • Calo dell’uso del preservativo, soprattutto tra i giovani
  • Riduzione dei test e della diagnosi precoce
  • Tagli ai programmi di prevenzione in molti paesi europei
  • Strategie nazionali obsolete, che non tengono conto dei cambiamenti comportamentali post-pandemia
  • Costi a carico dei pazienti: 13 paesi su 29 applicano ancora ticket per i test IST di base

Nuove prospettive terapeutiche: due antibiotici orali per la gonorrea

Proprio mentre la resistenza antimicrobica minaccia l’efficacia dei trattamenti esistenti, arrivano due nuove armi. La FDA ha approvato alla fine del 2025 due nuovi antibiotici orali per la gonorrea non complicata: lo zoliflodacin (marchio Nuzolvence) e il gepotidacin (marchio Blujepa).

Lo zoliflodacin, approvato il 12 dicembre 2025, è un farmaco di prima classe (un inibitore della topoisomerasi di tipo II batterica) che si assume in dose singola orale ed è risultato non inferiore alla terapia standard (ceftriaxone + azitromicina), con un tasso di guarigione microbiologica del 90,9%. Lo stesso giorno, come abbiamo raccontato nell’articolo su Zaynich e i nuovi antibiotici, il panorama farmacologico contro i superbatteri si amplia ulteriormente.

Il gepotidacin (Blujepa), approvato l’11 dicembre 2025, si assume in due dosi da 3.000 mg a distanza di circa 12 ore. Il suo tasso di successo microbiologico è stato del 92,6%. Entrambi i farmaci hanno ricevuto le designazioni Fast Track, Qualified Infectious Disease Product e Priority Review dalla FDA.

Doxy-PEP e nuove strategie di prevenzione

Nel gennaio 2026, l’ECDC ha pubblicato una specifica linea guida sulla doxiciclina come profilassi post-esposizione (doxy-PEP) per la prevenzione delle IST. L’agenzia non raccomanda però l’uso diffuso di doxy-PEP per la gonorrea a causa degli alti livelli di resistenza antimicrobica e del rischio di accelerare ulteriormente lo sviluppo di resistenze.

Le persone con un rischio espositivo più elevato dovrebbero consultare il proprio medico per opzioni preventive personalizzate.

La risposta globale: il nuovo manuale operativo WHO sulle IST

Il 12 febbraio 2026, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO) ha lanciato il suo primo manuale operativo consolidato sulle infezioni sessualmente trasmesse. Un documento che riunisce tutte le linee guida WHO sulla prevenzione, diagnosi, trattamento e sorveglianza delle IST pubblicate tra il 2016 e il 2025. Il manuale introduce la cosiddetta ‘cascata di prevenzione e cura delle IST’, un quadro strutturato per mappare come le persone interagiscono con i sistemi sanitari, dalla prevenzione primaria alla gestione dei partner.

L’OMS stima che ogni giorno nel mondo vengano acquisiti più di 1 milione di nuovi casi curabili di IST. La sifilide ha raggiunto circa 8 milioni di casi globali nel 2022, inclusi circa 700.000 casi di sifilide congenita.

Come già raccontato sul sito, la prevenzione e la diagnosi precoce sono fondamentali: sapere dove fare i test per le IST è il primo passo per proteggere la propria salute e quella degli altri.

Cosa puoi fare per proteggerti

Le raccomandazioni dell’ECDC sono chiare e valgono per tutti: usare il preservativo con partner nuovi o multipli, fare il test in presenza di sintomi (dolore, perdite, ulcere) e sottoporsi a controlli periodici se si hanno comportamenti a rischio. Invertire la tendenza richiede servizi di prevenzione accessibili, test più facili, trattamenti rapidi e una migliore notifica dei partner.

I dati 2024 sono un campanello d’allarme che l’Europa non può ignorare. Senza un’azione decisa da parte delle autorità sanitarie pubbliche, i trend attuali sono destinati a continuare, con conseguenze sempre più gravi sulla salute delle persone e costi crescenti per i sistemi sanitari.

⚠️ Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce il parere medico. Consulta sempre il tuo medico per diagnosi e terapie.

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